
Quasi il 70% del latte utilizzato per il gelato confezionato è di origine italiana, mentre la percentuale di cacao da coltivazione certificata sostenibile è pari al 98,5% (certificazioni Rainforest Alliance, Utz, Altromercato, Fairtrade). Il 91% del packaging delle aziende è riciclabile secondo i criteri italiani, mentre metà dell’elettricità impiegata negli impianti proviene da fonti rinnovabili.
Buoni quindi i risultatati del settore in termini si sostenibilità secondo lo “Studio delle performance ambientali nella produzione del gelato confezionato in Italia”, condotta per l’Istituto del Gelato Italiano (Igi) da Ergo, società spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
L’analisi segnala che riguardo all’olio di palma, «dove non è stato possibile sostituirlo», viene utilizzato esclusivamente olio certificato al 100% secondo lo standard Rspo (Roundtable on sustainable palm oil), che definisce criteri minimi in materia di tutela delle foreste e delle aree ad alto valore di conservazione.
Sul dato del latte al 70% nazionale, i ricercatori spiegano come si tratti di «un risultato significativo, considerando che il raggiungimento del 100% di latte italiano è reso complesso da limiti strutturali legati alla scala produttiva e alla continuità delle forniture». Più impattanti i dati sull’origine del caffè: la percentuale di materie prime certificate si attesta intorno alla metà dei volumi utilizzati (51%).
Il report evidenzia poi l’importanza della «predominanza di imballaggi monomateriale, che possono facilitare la gestione del fine vita: Il 72% delle confezioni sono fatte solo di carta ed oltre il 53% della carta utilizzata è riciclata». Particolarmente significativo «è stato, infatti, il lungo lavoro svolto negli anni passati dal comparto per passare da involucri in plastica a soluzioni in carta, anche per prodotti tecnicamente complessi come i gelati, che devono resistere a lungo nei freezer».







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