Ma i medici sono sempre stati critici e già oggi si lamentano che hanno troppi pazienti
Questo non è colpa nostra. In ogni caso anche quelli che hanno il massimale di assistiti secondo l’ultima convenzione devono garantire sei ore a settimana nelle Case di comunità. Il problema vero non è andarci ma cosa andiamo a farci e su questo il Governo non ha mai fatto chiarezza: se devono fare la guardia medica è ridicolo, se invece devono garantire servizi come la prima diagnostica, le vaccinazioni, la prevenzione sugli stili di vita bisognava costruire un percorso, cosa che si è cominciato a fare solo nei giorni scorsi quando l’Agenas ha pubblicato un documento sul ruolo delle equipe miultiprofessionali.
Il nodo è che tra due mesi più di mille case di comunità rischiano di aprire vuote, come si fa?
Credo che la fase transitoria ed emergenziale si può gestire prevedendo che una parte dei medici di famiglia faccia l’attività in associazione con gli altri colleghi all’interno della Casa di comunità. Abbiamo la medicina di gruppo spostiamola nelle nuove strutture e così le Case di comunità potranno “vivere” anche 12 ore al giorno con la presenza di medici di famiglia.
Ma c’è il tempo per farlo?
