Storie Web giovedì, Aprile 30

Poi ci sono i corpi intermedi come CISL Lombardia che colloca lo stress da lavoro come prima motivazione di abbandono, davanti al clima aziendale e alla retribuzione. Dati seri, ma frammentati.

Sembra una questione tecnica. Non lo è. Quando un paese non misura il costo del logoramento psicologico sul lavoro, non può nemmeno decidere come prevenirlo e finisce per investire male le risorse pubbliche dedicate al lavoro stesso.

Politiche attive, incentivi all’occupazione, indennità di disoccupazione, ammortizzatori, formazione: tutto viene calibrato su un’idea di lavoratore che non si ammala mai nella mente. Le risorse arrivano a valle, quando la persona è già uscita dal mercato, quando il danno è già stato scaricato sul sistema sanitario, sulla NASpI, sulle famiglie. Mai a monte, dove costerebbero meno e renderebbero di più.

Con Pubblica, la forza civica che ha portato in Senato la proposta di legge di iniziativa popolare “Diritto a Stare Bene” con oltre 70mila firme, chiediamo di rovesciare la prospettiva. Proponiamo l’istituzione di una Rete Psicologica Nazionale integrata nel SSN, universale e permanente, che agisca anche dentro i luoghi di lavoro: presidi territoriali accessibili, percorsi di prevenzione, supporto strutturato per chi rischia di essere espulso dal proprio impiego dal proprio stesso malessere. Non un bonus, non un voucher, non una risposta individuale. Un’infrastruttura di investimento sul capitale umano del paese che produca servizi nei contesti di comunità ma anche dati, attraverso le sperimentazioni e l’implementazione sul territorio di una vera cultura dell’impatto quando parliamo di investimento pubblico.

I numeri, quelli raccolti, sono inequivocabili. Il rapporto PsyCARE dell’Ordine degli Psicologi ha dimostrato che il bonus psicologo del 2022, con 25 milioni investiti, ha generato 312 milioni di risparmio in giornate di malattia evitate: dodici euro restituiti per ogni euro speso.

Condividere.
Exit mobile version