Storie Web martedì, Marzo 17

La guerra degli Usa in Iran ha provocato le dimissioni eccellenti di un alto funzionario dell’antiterrorismo, Joe Kent, che aveva ricevuto per ben due volte l’appoggio del presidente Donald Trump nei suoi tentativi di candidarsi al Congresso. Kent ha annunciato le sue dimissioni in una nota pubblicata sul suo account X, sostenendo esplicitamente il ruolo di Israele nel aver trascinato gli Stati Uniti in un conflitto ingiustificato dal punto di vista della sicurezza interna americana.

L’ormai ex direttore del National Counterterrorism Center ha affermato che Trump è stato ingannato da alti funzionari israeliani e dai media americani, che lo avrebbero indotto a credere che l’Iran rappresentasse una minaccia imminente per la sicurezza Usa.

«Non posso in coscienza sostenere la guerra in corso in Iran», ha scritto Kent in una lettera pubblicata su X. «L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana».

Una spia del malcontento nella base di Trump

Kent, un repubblicano trumpiano con legami con l’estremismo di destra, era stato confermato nel suo incarico lo scorso luglio con 52 voti favorevoli e 44 contrari. Come capo del National Counterterrorism Center, era al vertice di un’agenzia incaricata di analizzare e individuare le minacce terroristiche. Le sue dimissioni riflettono il malcontento all’interno della base di Trump riguardo alla guerra e dimostrano che i dubbi sulla giustificazione dell’uso della forza in Iran si estendono all’ala destra della base del presidente e a membri di alto livello dell’amministrazione.

Il presidente americano ha fornito motivazioni contrastanti per gli attacchi e ha respinto le affermazioni secondo cui Israele avrebbe costretto gli Stati Uniti ad agire. All’inizio di questo mese, il presidente della Camera Mike Johnson, repubblicano della Louisiana, aveva suggerito che la Casa Bianca riteneva Israele determinato ad agire autonomamente, mentre il segretario di Stato, Marco Rubio, scatenando una tempesta tra i sostenitori del presidente, aveva suggerito che la determinazione di Israele a colpire l’Iran avesse costretto gli Stati Uniti ad agire. Rubio in seguito ha ritrattato queste affermazioni e Trump ha negato che questa fosse la motivazione dell’amministrazione Usa. «In base a come si stavano svolgendo i negoziati, penso che avrebbero attaccato per primi», aveva affermato il presidente statunitense, quando gli è stato chiesto se Israele lo avesse costretto a intervenire sull’Iran. «Non volevo che accadesse. Quindi, semmai, potrei aver costretto Israele a farlo».

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