ZURIGO – Dopo essere entrata in lavatrici, frigoriferi e altri elettrodomestici per aiutare a gestire le attività quotidiane, l’intelligenza artificiale arriva anche in cucina. E lo fa in uno degli oggetti più riconoscibili del settore: il Bimby. In Cookidoo, la piattaforma digitale che accompagna l’utilizzo del robot da cucina di Vorwerk, arriva un assistente conversazionale pensato per comportarsi come una sorta di “sous-chef digitale” che orienti l’utente tra le oltre 100mila ricette della piattaforma. I clienti la scopriranno nel contesto in cui nasce da sempre l’esperienza Bimby: le dimostrazioni a domicilio, cuore del modello di vendita diretta Vorwerk, 3,6 miliardi di euro di fatturato nel 2025 e presenza in oltre 60 paesi.
La differenza rispetto a una semplice interrogazione di un ChatGPT, secondo Julius Ganns, Chief Product Officer & Global Head of AI di Vorwerk, sta soprattutto nel contesto. «L’assistente deve lavorare all’interno dell’ecosistema Bimby, dove le ricette sono state sviluppate e validate da persone reali e sono già integrate alla procedura di preparazione guidata». La prima conseguenza è una ricerca più vicina al linguaggio naturale. Invece di cercare una ricetta attraverso filtri e parole chiave, l’utente può raccontare cosa ha in frigorifero e per quante persone deve cucinare. Per esempio: pollo, pomodori e altri ingredienti disponibili in casa. L’AI può quindi proporre una ricetta e permettere di affinare progressivamente la richiesta. È una logica che Ganns definisce «intent-based»: non si parte dalla ricetta che si sta cercando, ma dall’intenzione di chi deve cucinare.
Tra le funzioni già operative anche la traduzione “intelligente” delle ricette, che applica le conoscenze culinarie di Vorwerk: i nomi degli ingredienti, gli utensili e le tecniche di cottura vengono utilizzati come farebbe un cuoco locale. Per esempio, i pomodori italiani differiscono da quelli tedeschi per dimensioni e sapore.
Sotto il cofano non c’è un unico chatbot. Ganns spiega che il sistema combina diversi modelli: Google Gemini per la conversazione e da modelli più piccoli e sistemi dedicati al controllo della qualità delle risposte. L’obiettivo è limitare risposte fuori contesto, errori e utilizzi dell’assistente per scopi diversi da quelli per cui è stato progettato. Sul fronte dei dati, Vorwerk rivendica hosting europeo e conformità GDPR, pur ammettendo che l’elaborazione linguistica passa per i server europei di Google, in assenza, al momento, di modelli linguistici addestrati e ospitati interamente su infrastrutture europee. Il sistema, precisa Ganns, integra anche controlli interni che fanno rifiutare all’assistente domande estranee alla cucina.
Diverse funzioni più evolute, però, non arriveranno con questa prima release, sebbene già in sviluppo. Tra queste un livello di personalizzazione molto più profondo: l’assistente che conosce le ricette cucinate abitualmente dall’utente, le sue preferenze e persino determinati obiettivi alimentari.
