
Arrivato il parere dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, richiesto dalla famiglia del bambino trapiantato con il “cuore bruciato”. “Secondo l’ospedale Bambino Gesù” il bambino ricoverato al Monaldi di Napoli “non è più trapiantabile”. Lo ha dichiarato il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, in collegamento con trasmissione televisiva “Mi manda Raitre”.
Un parere contro il quale “al Monaldi pare si siano opposti con fermezza”: “L’opposizione veniva dal medico che l’ha operato il quale sostiene che è ancora trapiantabile e per il momento rimane in lista trapianti. Sarà lo stesso medico, che presumo sia indagato, a rioperarlo. Quindi io stamattina mi devo recare dalla polizia giudiziaria per una integrazione di querela. C’è una vicenda moto strana”, ha aggiunto il legale. “Ovviamente mi auguro che il Bambino Gesù si sbagli e che il parere del Monaldi sia quello corretto. Però ci sono altre vicende che si vanno intrecciando – ha aggiunto l’avvocato -. Loro hanno deciso, ce l’hanno comunicato formalmente: sarà lui a rioperarlo. Eventualmente supportato da una equipe del Bambin Gesù”.
La conferma del Monaldi: il bimbo è trapiantabile
“Il bambino è trapiantabile perché è in lista, secondo il parere del team che si sta occupando della cosa. Non è mai uscito da questa lista, se non brevemente in passato. Le condizioni sono molto gravi ma stabili”. Così l’ospedale Monaldi di Napoli fa il punto della situazione del piccolo paziente cui è stato trapiantato un cuore “bruciato” e che ora attende un nuovo organo. “Non entro nella questione medica, ma c’è la vicinanza di tutta la Giunta e della Regione Campania alla famiglia e al piccolo di questa vicenda dolorosissima e terribile”, ha detto Roberto Fico, presidente della Regione Campania. “Come sapete – ha detto Fico – io ho attivato il massimo livello dei poteri ispettivi e istruttori che competono alla Regione Campania, ho scritto ufficialmente alla Direzione Generale Salute che ha attivato immediatamente tutto quello che c’era nelle proprie possibilità e quindi aspetto le risultanze di tutto quello che recupereranno chiedendolo al Monaldi”.
Il bimbo di due anni che sopravvive attaccato a un macchinario
Era già stato inserito al primo posto nella lista d’attesa per il suo gruppo sanguigno il bambino di Napoli cui è stato impiantato un cuore risultato poi danneggiato. La notizia era stata comunicata nei giorni scorsi dal ministero della Salute alla mamma, Patrizia. Il piccolo di 2 anni e 4 mesi, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Monaldi di Napoli, è in condizioni gravi ma stazionarie. Dallo scorso 23 dicembre sopravvive solo grazie a un macchinario, l’ECMO, a cui è stato collegato subito dopo il trapianto di un cuore compatibile prelevato a Bolzano ma fallito perchè l’organo, giunto a Napoli via aereo, era danneggiato.
La sua vicenda, che sta tenendo con il fiato sospeso l’Italia intera, ha spinto il ministero della Salute, con il ministro Orazio Schillaci, a inviare i suoi ispettori all’ospedale di Bolzano, dove è stato espiantato l’organo, e nell’ospedale Monaldi di Napoli, dove invece il cuore è stato impiantato nel piccolo, affetto, da quando aveva appena 4 mesi, da una grave cardiopatia dilatativa. Dopo la denuncia presentata dalla famiglia ai carabinieri lo scorso 11 gennaio, in cui si è fatto chiaro riferimento ai danni a cui il bimbo sarebbe esposto se collegato per lungo tempo a quel dispositivo, è scattata l’indagine della Procura di Napoli: nei giorni scorsi gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati, per lesioni colpose, sei sanitari dell’ospedale partenopeo, componenti dell’equipe che si è recata a Bolzano per l’espianto dell’organo e quella che a Napoli ha invece effettuato il trapianto.









