Un 2026 che si preannuncia con i fiocchi grazie a 141,2 milioni di arrivi, con un incremento del 2,1% sull’anno precedente e quasi 479 milioni di pernottamenti (+0,4%). Se le conseguenze del caro energia e dell’inflazione resteranno su livelli tollerabili la spesa turistica sarà di 132,7 miliardi di euro, con un aumento del 4%. È quanto rivelano le previsioni di Demoskopika per la stagione turistica 2026 che dovrebbe vedere la ripresa della componente domestica dei vacanzieri e un diverso calendario dei flussi in un ottica di destagionalizzazione. Segnali di ripresa arrivano dal mercato interno, con quasi 64,8 milioni di arrivi con oltre 213 milioni di pernottamenti mentre il contributo degli arrivi dall’estero supererà lo share del 55% di presenze grazie all’arrivo di oltre 76 milioni di visitatori da oltre confine.
«Il turismo italiano cresce anche nel 2026, trainato anche dalla componente domestica, di cui siamo orgogliosi. Aumenta la spesa turistica e il flusso si distribuisce lungo tutto l’anno – rimarca Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo -. Ci sono tutti gli ingredienti perché l’industria turistica sia sempre di più il motore della nostra economia. È il risultato di un lavoro che valorizza l’impegno delle imprese, degli operatori del comparto e di un Governo che crede con convinzione in questa industria».
Attesi anche i primi effetti delle politiche di destagionalizzazione con una quota in calo al 56,9% delle presenze nei mesi estivi mentre nei periodi di spalla, come da marzo a maggio e ottobre-novembre le presenze saranno al 29,4%.
«Le previsioni per il 2026 restituiscono l’immagine di un comparto turistico che continua a mostrare capacità di crescita e adattamento, pur in un contesto economico ancora caratterizzato da forti elementi di incertezza – segnalano i ricercatori di Demoskopika –. Il dato più interessante potrebbe arrivare dalla ripresa della componente domestica che tornerebbe a crescere dopo un biennio segnato da una maggiore debolezza della domanda interna. Parallelamente, il consolidamento di una distribuzione più equilibrata dei flussi durante l’anno evidenzia un progressivo allungamento della stagione turistica, elemento che contribuirebbe a ridurre la pressione nei periodi di maggiore concentrazione e a rendere più stabile l’attività delle imprese turistiche anche nei mesi tradizionalmente considerati marginali. In questa direzione, diventerebbe sempre più importante accompagnare la crescita del comparto con interventi mirati sulla mobilità turistica, con strategie capaci di incentivare i viaggi nei periodi di minore affluenza e con azioni orientate a migliorare l’accessibilità delle destinazioni meno congestionate».
