Storie Web giovedì, Aprile 9

Il gruppo bancario cooperativo Iccrea con le importanti riserve date dall’utile netto di 1,9 miliardi di euro del 2025 si prepara a un piano triennale 2026-2028 con 340 milioni di euro di investimenti per lo sviluppo tecnologico e dell’intelligenza artificiale, nuovi finanziamenti per 52 miliardi di euro e un importante ricambio generazionale. Il piano che è stato presentato ieri ai sindacati prevede infatti una staffetta generazionale dove a fronte di 1.800 uscite sono previste 2.500 assunzioni, con un saldo positivo di 700 nuovi ingressi che potrebbero anche aumentare in relazione a evoluzioni positive nell’arco di piano.

Nel settore, Iccrea è il gruppo più grande con 22.500 bancari occupati, i due terzi del totale delle Bcc dove lavorano circa 36.500 persone e ha un peso molto importante al tavolo negoziale di Federcasse. Il credito cooperativo sta vivendo una doppia stagione. Da un lato, come spiega il segretario nazionale della Fabi, Luca Bertinotti, «ha avviato i cantieri di lavoro per la stesura della piattaforma rivendicativa di rinnovo del contratto collettivo nazionale scaduto il 31 dicembre 2025, dall’altro, nel frattempo, sta sviluppando i profili negoziali sul contratto di secondo livello ancora da definire nei prossimi mesi. Intanto il consolidamento industriale e patrimoniale del gruppo Iccrea, confermato dal miglioramento dei target di piano, rende necessario un avanzamento delle tutele collettive e individuali del personale con particolare attenzione a organici, carichi di lavoro, pressioni commerciali, formazione e redistribuzione del valore prodotto».

Per la First Cisl, il segretario nazionale Domenico Iodice, aggiunge che «il gruppo Bcc Iccrea con il nuovo piano si propone obiettivi ambiziosi, ma richiedono, per la sua realizzazione, la partecipazione strategica delle rappresentanze dei lavoratori in coerenza con i valori cooperativi». Per il segretario nazionale della Uilca, Giuseppe Del Vecchio, «il piano industriale Iccrea evidenzia, con chiarezza e in maniera positiva, la scelta di rafforzare il posizionamento del gruppo nel sistema bancario italiano, attraverso investimenti rilevanti e una strategia orientata a sostenere famiglie, imprese e comunità locali. Se il Credito Cooperativo è in salute lo si deve all’impegno e alla professionalità profusi in questi anni dalle lavoratrici e dai lavoratori».

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