Storie Web mercoledì, Giugno 3

Donald Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale che introduce un sistema di controlli volontari sui modelli più avanzati, ridimensionando però le misure previste nella bozza che aveva bloccato poche settimane fa. Il provvedimento, firmato in forma riservata senza la cerimonia pubblica inizialmente programmata, come spiega Politico, rappresenta l’ultimo capitolo del confronto che da mesi divide la Casa Bianca sul modo in cui affrontare i rischi e le opportunità dell’intelligenza artificiale.

Secondo Politico, Trump ha sottoscritto l’ordine dopo una riunione ristretta svoltasi alla Casa Bianca il giorno precedente, alla quale hanno partecipato alcuni dei principali responsabili dell’amministrazione coinvolti nel dossier. La decisione arriva dopo un improvviso dietrofront avvenuto il 21 maggio, quando il presidente aveva annullato all’ultimo momento la firma di una versione più severa del provvedimento, già approvata ai massimi livelli della Casa Bianca e visionata da aziende come OpenAI, Google e Anthropic.

Al centro della disputa vi era la durata del periodo di revisione preventiva dei nuovi modelli di intelligenza artificiale. La bozza originaria prevedeva che le aziende sottoponessero i sistemi al governo fino a 90 giorni prima del rilascio pubblico. La versione definitiva riduce il termine a un massimo di 30 giorni e mantiene il carattere volontario della procedura. Le aziende saranno invitate a condividere in anticipo i propri modelli affinché le autorità possano valutarne l’impatto sulla sicurezza informatica, sulle infrastrutture critiche, sul sistema finanziario e sulla sicurezza nazionale.

Nel testo dell’ordine Trump afferma che le capacità avanzate dell’intelligenza artificiale rafforzano gli Stati Uniti ma introducono anche nuove considerazioni di sicurezza nazionale. Il presidente ribadisce inoltre l’obiettivo di mantenere la leadership americana nel settore, collegando esplicitamente la nuova politica alla competizione strategica con la Cina.

Dietro il compromesso si intravede la battaglia interna che attraversa l’amministrazione. Da una parte si collocano i sostenitori di maggiori controlli, preoccupati dall’accelerazione tecnologica degli ultimi mesi. Dall’altra vi sono esponenti che temono un eccesso di regolamentazione. Tra questi figura David Sacks, ex responsabile della politica sull’intelligenza artificiale della Casa Bianca, che secondo Politico avrebbe avvertito Trump poco prima della prevista firma di maggio sostenendo che il provvedimento avrebbe rallentato l’innovazione americana. Sacks ha partecipato anche alla riunione preparatoria che ha preceduto l’approvazione del testo definitivo.

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