Storie Web martedì, Luglio 21

Quasi come un’oasi nel deserto. Sono i rifugi climatici all’aperto che si possono trovare nelle città ad alta densità. E dove le temperature alte, causa clima ma anche auto e motori degli impianti di climatizzazione, mettono a dura prova la resistenza umana. In questi luoghi dove trovare riparto dal caldo le temperature possono essere più basse anche di 11 gradi. 

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Mappa e censimento

Spazi pubblici all’aperto per fronteggiare il caldo estremo in città e ridurre gli sprechi energetici. A mappare e censire questi rifugi climatici outdoor, ci sono Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna e Pavia. Luoghi, all’interno oppure all’aperto ma immersi nel verde, in cui trovare refrigerio. Sul tema i ricercatori dell’Enea hanno ha realizzato uno studio  finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. 

La Community per condividere esperienze

 Da queste attività è nata una community per lo scambio di esperienze e conoscenze, alla quale hanno già espresso l’interesse ad aderire una ventina tra associazioni del terzo settore, istituti di ricerca e università, compreso il dipartimento Bessa (benessere, salute e sostenibilità ambientale) dell’Università La Sapienza di Roma. 

La ricerca

«La ricerca dell’Enea si occupa di determinare le prestazioni energetiche e microclimatiche dei rifugi climatici, intesi come spazi outdoor che, se opportunamente attrezzati, possono ridurre di 11 gradi la temperatura percepita, fornendo al contempo altri benefici- premette Ezilda Costanzo, del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’Enea – . Per rilevare abitudini, preferenze, sensazioni e gradimento soggettivi lo studio si è avvalso e continua ad avvalersi della Citizen Science, ovvero della scienza partecipata».

Dall’accessibilità alla sicurezza

Nello studio sono state considerate inoltre altre caratteristiche che vanno dall’accessibilità al benessere visivo e acustico, continuando con sicurezza, socialità e senso di appartenenza al luogo. Elementi che, come argomenta la ricercatrice « contribuiscono all’accettazione e alla popolarità di tali spazi pubblici con impatti sociali che si accompagnano alla riduzione di consumi e picchi energetici, emissioni e costi da climatizzazione indoor durante il periodo estivo e le ondate di calore». 

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