Non si ferma il fascino di case e ricchezza depositata sui conti all’estero. Crescono i contribuenti che li dichiarano. Cresce il valore complessivo. Crescono anche le imposte versate: l’Ivie sugli immobili e l’Ivafe sulle attività finanziarie. Le dichiarazioni 2025 confermano l’onda lunga di una tendenza a incrementare gli investimenti oltreconfine. Investimenti che poi vengono comunicati al Fisco attraverso appunto il modello dichiarativo. L’importo sommato del valore di case e conti all’estero ha superato quota 225,4 miliardi (+6,7% rispetto al periodo d’imposta 2023).
L’emersione con le voluntary
Ci sono due possibili effetti che incidono su questa dinamica. Da un lato, la spinta forte all’emersione è arrivata con le ultime voluntary disclosure che hanno fornito l’assist per far emergere (con una serie di vantaggi fiscali e non solo) le ricchezze fuori dai confini italiani completamente sconosciute all’amministrazione finanziaria.
La deterrenza dello scambio dati
Dall’altro lato, il mondo per spalloni e furbetti oltre confine è diventato più “piccolo” grazie agli accordi internazionali. Lo scambio di informazioni e la cooperazione fiscale tra Paesi consente di costruire una rete per individuare e far pagare chi ha patrimoni occultati. La possibilità di incrociare le informazioni disponibili ha consentito al Fisco italiano anche di avviare e potenziare nel tempo uno specifico filone delle lettere di compliance, in base al quale i contribuenti interessati potevano spiegare la correttezza del proprio comportamento o correre ai ripari attraverso il ravvedimento operoso. Anche il progressivo allargamento delle informazioni oggetto di scambio potrebbe avere un’efficacia deterrente dal non tenere nascosta la ricchezza all’estero. A questo si aggiunge anche una considerazione di come siano cambiate le forme di ricchezza, con uno spostamento sempre più verso l’economia digitale, nella realtà contemporanea e questo rende più facile superare i tradizionali confini per effettuare forme di investimento.
L’aumento di aliquota sugli immobili all’estero
Più nel dettaglio, per quanto riguarda gli immobili all’estero a fronte di un leggero incremento dei contribuenti dichiaranti si assiste a un aumento del 2,7% del valore complessivo. L’imposta (l’Ivie), invece, sale a poco meno di 150 milioni con un +56,5% sull’anno precedente. Una crescita prodotta dall’aumento dell’aliquota portata proprio dall’anno d’imposta 2024 dallo 0,76% all’1,06 per cento.
La ricchezza finanziaria oltreconfine
Mentre per quanto riguarda i prodotti finanziari (con l’esclusione delle partecipazioni estere) l’aliquota dell’Ivafe è dello 0,2 per cento, che diventa lo 0,4% per attività in Paesi black list . Su questo versante il valore complessivo dichiarato sale a 191,4 miliardi con rialzo del 7,5 per cento. Anche i contribuenti passano a poco più di 368mila (+10,4%) e il risultato è un aumento dell’imposta dichiarata a poco meno di 104 milioni (+21,2%).











