Il governo ha deliberato: uscite le nomine al vertice di Enel, Enav, Eni e Leonardo.
Dopo aver confermato, qualche giorno fa, Matteo Del Fante come amministratore delegato di Poste Italiane e Silvia Rovere come presidente, si sono trovati gli accordi sulle altre caselle.
Cosa sono le società partecipate
Le società partecipate sono aziende di cui lo stato, attraverso il ministero dell’Economia e Finanze o gli enti locali (regioni, province, comuni) detengono una quota di proprietà. Se la quota è superiore al 50% si tratta di società a controllo pubblico. Un’azienda è controllata anche quando la maggioranza delle quote è in mano a più amministrazioni pubbliche.
I compiti delle amministrazioni pubbliche relativi alle società controllate comprendono la definizione delle regole che disciplinano la gestione e la direzione, l’analisi dei bilanci, la determinazione di obiettivi annuali e pluriennali sulle spese di funzionamento, come quelle per il personale; le decisioni sulla composizione e sui compensi degli organi sociali.
Una particolare categoria di controllate è quella quelle delle partecipate dal Mef e tra queste quelle quotate in borsa.
Si tratta di: Eni, Enel, Leonardo, Enav, Poste italiane e Banca Monte dei Paschi di Siena (Banca Mps) che sono distinte da altre aziende come Rai e Ferrovie dello stato, che hanno solo gli strumenti finanziari quotati, e Consip e Equitalia che non sono quotate.
Vertice tra Meloni, Tajani e Salvini a Bruxelles (ANSA)
Come funzionano le nomine delle partecipate
Il ministero dell’Economia, in qualità di azionista pubblico, presenta le liste per i Consigli di Amministrazione delle società quotate. Le liste vengono poi votate nelle assemblee degli azionisti.
Il processo avviene generalmente in blocco e con tempistiche ravvicinate, proprio per mantenere un equilibrio complessivo tra le diverse società e le varie componenti istituzionali.
Lorenzo Mariani (Ansa)
Il “sudoku” delle nomine scelto da Giorgia Meloni insieme ai vicepremier Salvini e Tajani
Il cambiamento al vertice di Leonardo
Leonardo, società chiave per difesa e aerospazio, vive un cambiamento importante in un momento delicato per il gruppo, impegnato in un’espansione legata alla crescita della spesa militare globale e al riarmo impartito dagli Stati Uniti a tutti i Paesi europei.
Il Mef, che detiene una quota del 30,2% del gruppo, ha proposto un avvicendamento completo dei vertici aziendali: Lorenzo Mariani come nuovo amministratore delegato al posto di Roberto Cingolani, e Francesco Macrì come presidente al posto di Stefano Pontecorvo.
Per il dopo-Cingolani i nomi in pole position si diceva fossero due: Lorenzo Mariani (già proposto da Crosetto tre anni fa) e Gian Piero Cutillo (capo della divisione elicotteri di Leonardo). Mentre per la presidenza la sfida sembrava essere tra Francesco Macrì e Giuseppe Cossiga.
Mariani, con lunga esperienza nel settore della difesa, rappresenta una scelta di continuità industriale ma con un cambio di impostazione.
Il nuovo ad ha già lavorato per anni in Leonardo (ex Finmeccanica) e Mbda. Da giugno 2023 è condirettore generale del gruppo, dopo essere stato Ceo di Mbda Italia e aver ricoperto ruoli commerciali internazionali.
Nel consiglio di amministrazione di Leonardo entrano, tra gli altri, Enrica Giorgetti, fino a un anno fa direttrice generale di Farmindustria, e Francesco Soro, che un anno fa era stato nominato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, direttore generale dello stesso dicastero.
Da sinistra Paolo Scaroni e Flavio Cattaneo (ANSA)
Le conferme: Descalzi e Cattaneo restano a Eni ed Enel
Claudio Descalzi e Flavio Cattaneo restano ai vertici di Eni ed Enel. Per Descalzi si tratta del quinto mandato al vertice di Eni, al quale è stata affiancata Giuseppina Di Foggia, Ceo di Terna, come presidente del gruppo al posto del generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana.
Nel cda Eni entrano Matteo Petrella per Fratelli d’italia e Benedetta Fiorini per la Lega.
In Enel, è stato invece confermato in blocco il binomio al vertice: presidente Paolo Scaroni e amministratore delegato Flavio Cattaneo.
De Biasio e Pappalardo alla guida di Enav
Sandro Pappalardo è stato indicato per la presidenza di Enav e Igor de Biasio come nuovo amministratore del gruppo che gestisce il traffico aereo civile in Italia, dove il Mef è azionista di maggioranza col 53,28% delle quote.
Il cambio di governance della società cruciale per infrastrutture, mobilità e controllo dello spazio aereo nazionale prevede anche Stella Mele, Stefano Arcifa, Antonella Ballone e Cristina Vismara.
Aerei in aeroporto, immagine d’archivio (Ansa)






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