Dopo lo scoppio di un focolaio di hantavirus delle Ande a bordo della nave da crociera Mv Hondius, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha rassicurato la popolazione: il virus non si trasmette facilmente e il rischio di contagio è molto basso. Nonostante l’infezione abbia causato la morte di tre passeggeri della nave – una coppia di turisti olandesi che si era imbarcata a Ushuaia, in Argentina, e una donna tedesca – e il contagio di sette persone, l’Organizzazione mondiale della sanità ha precisato che non si prevede lo scoppio di una pandemia. In Italia al momento non risultano segnalazioni di casi umani sul territorio nazionale, ma l’Istituto superiore di sanità ha pubblicato alcune indicazioni per sensibilizzare i cittadini sul tema e prevenire la diffusione del virus.
Cosa sono gli hantavirus
L’Iss spiega che gli hantavirus sono virus zoonotici e che solo raramente colpiscono gli esseri umani: le infezioni sono infatti relativamente rare a livello globale. Tuttavia, la situazione richiede grande prudenza dato che la patologia – che varia a seconda del tipo di virus e dell’area geografica – nell’uomo può portare a gravi complicazioni e spesso alla morte. Inoltre, al momento non esiste un trattamento specifico per curare la malattia nè un vaccino per prevenire il contagio.
Tra le specie di orthohantavirus che causano malattie negli esseri umani figurano i virus Andes (Andv) e Sin Nombre (Snv) nelle Americhe e i virus Puumala e Dobrava in Europa. Se nelle Americhe il virus attacca principalmente polmoni e cuore, provocando la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (Hcps), in Asia e in Europa è noto per colpire reni e vasi sanguigni, scatenando la febbre emorragica con sindrome renale (Hfrs).
Nella regione europea i dati sulla diffusione degli hantavirus sono rassicuranti: nel 2023 sono state riscontrate 1.885 infezioni da hantavirus (0,4 per 100.000), il tasso più basso registrato tra il 2019 e il 2023. In Asia orientale l’Hfrs colpisce migliaia di persone ogni anno, anche se i contagi sono in calo negli ultimi decenni. Nelle Americhe, invece, l’anno scorso otto paesi hanno segnalato 229 casi e 59 decessi, con un tasso di letalità del 25,7%.
Come si contrae il virus?
L’infezione da Hantavirus negli esseri umani non è molto comune. Il contagio può verificarsi a causa del contatto con feci, urine, saliva di roditori infetti o con superfici contaminate. Proprio per questa ragione le possibilità di contrarre il virus aumentano in ambienti rurali, come foreste, campi e fattorie.






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