Storie Web venerdì, Maggio 8

Hantavirus, passeggero sbarcato dalla nave: pagati 10mila $, un solo medico a bordo non basta

Il focolaio ha dato il via a un vasto sforzo globale di tracciamento dei contatti, mentre le autorità sanitarie lavorano per identificare le persone che potrebbero essere state esposte al raro virus trasmesso dai roditori, che può causare gravi insufficienze respiratorie. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in merito, ha assicurato di non prevedere un’epidemia paragonabile al Covid, sottolineando che non ci sono prove di un rischio di trasmissione diffuso da uomo a uomo.

I casi di infezione da hantavirus legati alla nave Hondius confermati dall’Oms al momento sono cinque. Finora sono morte tre persone, tra cui una coppia di anziani olandesi (70 anni lui, 69 lei) che avrebbe contratto il virus in Argentina prima di imbarcarsi. Una hostess di volo Klm – che è entrata in contatto con la donna olandese poco prima del decesso – è stata testata per il virus ed è risultata negativa.

Contagio da Hantavirus, Pregliasco: pochissimi casi da umano a umano

Altri passeggeri sono stati evacuati nei Paesi Bassi e in Svizzera per le cure. Il focolaio è stato collegato al ceppo andino dell’hantavirus, raro ma potenzialmente grave e, in alcuni casi, trasmissibile tra esseri umani. L’uscita anticipata di circa 30 passeggeri complica il contenimento del virus.

«Con questo virus la situazione può passare da seria a critica in pochissimo tempo», mette in guardia Kornfeld. Per questo era molto preoccupato per i malati sulla nave – ha spiegato – perchè a bordo non si è attrezzati per la terapia intensiva. Ora che i pazienti critici sono sbarcati, però, «in ospedale possono ricevere cure magnifiche», per cui ha fiducia nella loro guarigione.

Le autorità sanitarie di vari Paesi monitorano i passeggeri, considerando che il periodo di incubazione può arrivare fino a sei settimane. «Dopo i primi sintomi, però, gli altri passeggeri non sono più entrati in contatto con i malati», fa notare Kornfeld, «per cui in sostanza sono in quarantena già da qualche settimana» e per loro le operazioni di sbarco non dovrebbero rivelarsi troppo complicate, una volta arrivati in porto. Resta da capire invece che cosa ne sarà di lui, che con i malati è entrato in contatto diretto per prendersene cura.

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