Storie Web giovedì, Maggio 14

Prima di tutto i numeri: restano complessivamente undici i casi di contagio da hantavirus finora notificati all’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), di cui otto confermati, due probabili e uno non conclusivo. Dall’ultimo aggiornamento non sono stati segnalati nuovi casi o decessi. Numeri, questi, che includono anche le tre persone uccise dal virus. Il rischio per la popolazione europea resta – ribadiscono gli Ecdc – “molto basso”.

La buona notizia è che finora tutti gli undici contagi sono passeggeri della nave focolaio Hondius, cosa che confermerebbe la bassa contagiosità del virus noto da anni e che avviene solo con un contatto prolungato come è stato nel caso dei passeggeri della crociera durata oltre un mese. Dunque cosa aspettarsi e fino a quando l’allerta va tenuta alta?

Le date da ricordare e i tempi di incubazione

Per capire lo scenario che si pospetta bisogna partire dalle date della crociera focolaio. Calendario alla mano ecco le date principali: il 6 aprile scorso il paziente zero, un cittadino olandese di 70 anni, si ammala a bordo della nave: presenta febbre, mal di testa e lieve diarrea. L’11 aprile l’uomo olandese accusa difficoltà respiratorie e muore a bordo. La causa del decesso non viene determinata nell’immediato. Il 24 aprile il corpo dell’uomo viene sbarcato sull’isola di Sant’Elena, insieme alla moglie e una ventina di altri passeggeri, mentre il 25 aprile la donna olandese, che presenta sintomi di malessere, prende un volo di linea da Sant’Elena al Sudafrica con 88 passeggeri e membri dell’equipaggio. Il 26 aprile la donna olandese muore in Sudafrica collassando in aeroporto dopo aver tentato di imbarcarsi su un volo Klm da Johannesburg ad Amsterdam per tornare a casa. Queste date vanno incrociate con i tempi di incubazione del virus che sono fino a sei settimane (42 giorni)

Le quarantene e le date da cerchiare

L’Oms già dal primissimi giorni dell’allarme ha spiegato che nonostante la bassa contagiosità è probabile che ci saranno altri casi, in particolare tra i 180 passeggeri della crociera o tra i loro contatti, in particolare della donna che ha volato da Sant’Elena a Johannesburg. Ma quanti potrebbero essere e quando potrebbero comparire? Difficile fare stime precise ma le date da cerchiare, in base ai tempi di incubazione, sono quindi quelli dei giorni di fine maggio e inizio giugno. Il turista britannico che aveva viaggiato sullo stesso volo della donna olandese deceduta a Johannesburg rimarrà a esempio in isolamento a Milano – in base ai 42 giorni di quarantenza – fino al 6 giugno.

A confermare il fatto che bisogna tenere alta l’allerta ameno per i prossimi 20-25 giorni è anche l’epidemiologo Gianni Rezza: “Se effettivamente i casi che si stanno verificando sono stati acquisiti tutti sulla nave da crociera, il contagio si spiega facilmente: in una nave si vive praticamente insieme. Poi non si può escludere qualche ulteriore contagio, soprattutto ci può essere qualche timore per quanto avvenuto sull’aereo che ha volato da Sant’Elena a Johannesburg, in quello da Johannesburg ad Amsterdam la signora contagiata è stata poco tempo. Se si fanno le cose per bene bisognerà aspettare alcuni giorni, fino a fine maggio, il tempo di incubazione purtroppo per questo virus è lungo”

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