«Una grandissima opportunità, che tuttavia per cogliere in pieno occorre estendere anche alle aziende già esistenti». Per Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, il progetto della Commissione Europea sull’avvio di un nuovo regime giuridico unico e semplificato per le imprese, pur andando nella giusta direzione, va reso pervasivo. Non limitandolo, come previsto nell’ipotesi attuale annunciata da Ursula von der Leyen a metà marzo, solo alle nuove iniziative imprenditoriali.
L’idea di fondo di questa iniziativa, Eu Inc, insieme di norme che andrà a costituire il cosiddetto 28esimo regime, + quella di rendere l’Unione europea uno spazio più integrato, attrattivo e competitivo, in grado di favorire la nascita e la crescita di imprese innovative.
Grazie ad un quadro normativo più armonizzato e semplificato, Bruxelles punta a superare le barriere esistenti nel mercato unico, a raggiungere il suo completamento e a stimolare l’innovazione di start up e scale up nel Continente. Strategia elaborata tenendo conto sia del Rapporto Letta sul futuro del mercato unico, sia del Rapporto Draghi sulla competitività dell’Unione, schema che consentirebbe alle nuove aziende di ogni Paese di poter nascere con poche procedure on line gestite in 48 ore, con un costo limitato a 100 euro.
«Se ci si ferma a questo – spiega Guidesi – cioè a ciò che è stato presentato in conferenza stampa, si semplifica ma solo in parte. Servirebbe di più per consentire alle aziende che già oggi presidiano il contesto europeo dal punto di vista del prodotto o del servizio di attingere a quel regime. In modo che possano gravitare in un contesto in cui ci sia lo stesso regime giuridico, la stessa regolamentazione sui rapporti di lavoro o sul regime fiscale. Questo darebbe una spinta a competere utilizzando gli stessi strumenti e condizioni, giocandosela quindi alla pari. Puntando su prodotti o servizi di qualità, ambito in cui le aziende lombarde possono giocare un ruolo di primo piano».
Lo schema proposto finora prevede l’adozione di un regolamento e non il varo di una direttiva, con il vantaggio di diventare immediatamente operativo e di non essere vincolato a un recepimento a geometria variabile all’interno delle legislazioni dei 27 stati membri dell’Unione.












