Storie Web giovedì, Agosto 20

Il presidente americano ha annunciato “l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese”, minacciando conseguenze tremende per chiunque aiuti Teheran

Petrolio, così gli Usa hanno spento la luce sui flussi da Hormuz

di Sissi Bellomo

I mercati petroliferi hanno perso la bussola, disorientati dalla difficoltà di stimare con precisione le forniture in uscita dal Golfo Persico. Un problema che rischia di alimentare la volatilità delle quotazioni del barile, provocando brusche impennate o viceversa forti ribassi quando – a posteriori – si riuscirà finalmente ad arrivare ad una corretta valutazione dell’offerta. Mercoledì 19 il Brent ha continuato ad apprezzarsi, superando 92 dollari.

A complicare le stime sulla reale disponibilità di greggio è l’adozione di espedienti sempre più sofisticati da parte di un numero crescente di Paesi affacciati sul Golfo per “nascondere” il passaggio di carichi dallo Stretto di Hormuz, in modo da minimizzare il rischio di attacchi, che è elevatissimo.

Ambasciatore Fertitta: “La situazione a Hormuz si risolverà”

Nel corso della tappa a Genova del suo tour per le coste italiane, l’ambasciatore americano in Italia Tilman J. Fertitta, ha dichiarato: “Penso che tutti sappiamo che la situazione si risolverà”, in riferimento allo Stretto di Hormuz. “Certo, la situazione è molto complicata”, ha proseguito, spiegando che “il presidente voleva sbarazzarsi di un regime orribile che non permette alle persone di protestare”. “Da giornalisti, – ha continuato Fertitta – avete letto le storie di giovani come il lottatore o la giovane atleta che sono stati giustiziati”. Ha affermato l’ambasciatore “Rispetto Donald Trump e apprezzo la sua leadership nell’aver detto che dobbiamo sbarazzarci di questo regime, e lo sostengo al 100%”.

Iran: operazione segreta Usa per il trasporto di petrolio attraverso Hormuz

Secondo Axios, l’esercito americano “ha silenziosamente istituito un corridoio di navigazione in entrata e in uscita dallo Stretto di Hormuz per trasportare milioni di barili di petrolio ogni giorno”. Due funzionari hanno parlato ad Axios di “un successo notevole, nonostante la guerra nel suo complesso rimanga in una fase di stallo”, dicendo che “Nell’ambito dell’operazione, in corso da diverse settimane, 15-20 petroliere entrano ed escono dallo stretto ogni notte attraverso un canale meridionale lungo la costa dell’Oman”. “Circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno, circa la metà del volume prebellico, vengono trasportati fuori dallo stretto e immessi nel mercato energetico globale”, hanno affermato i funzionari. Riporta Axios, che “L’operazione guidata dagli Stati Uniti sta mitigando uno degli aspetti più dolorosi della guerra: l’interruzione delle forniture di petrolio che ha fatto impennare i prezzi del greggio”. Sebbene la quantità di petrolio che esce dallo stretto sia ancora inferiore ai livelli prebellici, secondo i funzionari citati da Axios sta avendo un impatto tangibile sulle forniture globali. “L’esercito statunitense sta aiutando le petroliere vuote a entrare nel Golfo dal Mar Arabico attraverso lo stretto, a caricare petrolio dai paesi della regione e poi a uscirne”. Secondo quanto rivelato, gli americani controllano il corridoio meridionale dello Stretto di Hormuz da due mesi. “Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche può essere un problema, ma non controlla lo stretto. Lo controlliamo noi”, hanno concluso i funzionari.

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