Il presidente americano Donald Trump ha affermato di attendersi che i leader di Israele e Libano lo incontrino nel corso delle prossime due settimane, esprimendo fiducia sulla possibilità di definire un accordo di pace permanente entro l’anno
Iran, vicepresidente invoca la legge del taglione contro gli Usa
Il vicepresidente iraniano, Esmaeil Saqab Esfahani, ha avvertito gli Stati Uniti che l’Iran risponderà con la legge del taglione in caso di attacchi ai pozzi petroliferi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Mehr.
“Se il nemico commette un altro errore, la nostra strategia sarà quella dell’occhio per occhio. Se uno qualsiasi dei nostri pozzi petroliferi verrà colpito, uno degli impianti petroliferi dei Paesi dal cui territorio veniamo attaccati sarà preso di mira”, ha dichiarato Esfahani, secondo Mehr.
Il vicepresidente aggiunto che la squadra negoziale di Teheran ha “preso il controllo della situazione al tavolo delle trattative”. Esfahani ha inoltre affermato che gli iraniani non devono preoccuparsi per l’approvvigionamento energetico, poiché sono stati presi i “provvedimenti necessari”.
Media, la Nato non acquisterà più aerei da ricognizione Usa
La Nato prevede di modernizzare la sua flotta di aerei da ricognizione Awacs ma non si affiderà più a velivoli di fabbricazione statunitense. Come scrive la Dpa, se solo un anno fa si dava per scontato che il produttore statunitense Boeing avrebbe ottenuto l’appalto per la costruzione dei nuovi aerei da ricognizione, ora le fonti sostengono che in futuro verranno usati aerei del produttore canadese Bombardier, equipaggiati con il sistema di ricognizione e allerta precoce GlobalEye dell’azienda svedese di difesa Saab. L’ordine dovrebbe comprendere fino a 12 velivoli Global 6000 o Global 6500, per un valore di diversi miliardi di euro
Aie: produzione Gnl sotto pressione fino al 2027
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) ha dichiarato che le forniture di gas naturale liquefatto (Gnl) probabilmente rimarranno sotto pressione fino alla fine del 2027 a causa delle interruzioni e dei danni alle infrastrutture causati dalla guerra tra Stati Uniti e Iran. I prezzi dell’energia sono saliti alle stelle da quando Teheran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz al traffico di petroliere del Golfo e ha iniziato a colpire obiettivi petroliferi e del gas nei paesi limitrofi in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani. «L’effetto combinato delle perdite di fornitura a breve termine e della crescita più lenta della capacità produttiva potrebbe comportare una perdita cumulativa di circa 120 miliardi di metri cubi di Gnl tra il 2026 e il 2030», ha affermato l’agenzia con sede a Parigi in un nuovo rapporto. L’Aie ha inoltre affermato che quasi il 20% delle forniture di Gnl è andato perduto a causa del conflitto e ha avvertito che i nuovi investimenti per aumentare la produzione subiranno probabilmente dei ritardi. «Sebbene si preveda che i nuovi progetti di liquefazione in altre regioni compenseranno nel tempo queste perdite, l’impatto prolungherà la tensione sui mercati fino al 2026 e al 2027», ha affermato l’Aie. L’impennata dei prezzi potrebbe inoltre deprimere la domanda di gas, dato che molti paesi hanno già annunciato misure di risparmio energetico che potrebbero incentivare la domanda di fonti di energia rinnovabile. «La domanda è destinata a svolgere un ruolo chiave nel riequilibrare il mercato, in particolare in Asia, dove il passaggio a combustibili alternativi è già in aumento, parallelamente all’adozione di misure di risparmio energetico», ha dichiarato l’Agenzia. Gli economisti avvertono che prezzi persistentemente elevati potrebbero innescare un’inflazione diffusa che potrebbe compromettere la crescita globale se i consumatori riducessero la spesa di conseguenza.










