Storie Web martedì, Luglio 28

Confermati anche i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Stati Uniti, che si terranno a Roma dal 4 al 6 agosto

Petrolio e gas, perché la guerra in Iran non fa schizzare i prezzi come l’invasione russa in Ucraina

Isabella Bufacchi

Un impianto petrolchimico della società Gazprom Neftekhim Salavat a Salavat, nella Repubblica del Bashkortostan, in Russia. REUTERS/Maxim Nazarov/Foto d'archivio REUTERS

La reazione del prezzo del petrolio e del gas al conflitto in Iran scatenato da Usa e Israele è stata «sorprendentemente e notevolmente più contenuta» rispetto all’impennata dei prezzi provocati dalla guerra della Russia in Ucraina e rispetto agli standard storici.

I prezzi di petrolio e gas infatti sono influenzati non solo dall’entità dell’interruzione dell’approvvigionamento ma anche da altri fattori: le condizioni iniziali del mercato, le scorte, la flessibilità della domanda e le misure di contenimento dello shock. E’ quanto rileva un post pubblicato ieri sul Blog della Bce.

Teheran: «Blocco Usa a Hormuz è illegale, non resterà impunito»

«Mettiamo in guardia gli Stati Uniti rispetto al loro blocco navale illegale e rispetto alle minacce rivolte alle nostre navi mercantili e petroliere nello Stretto di Hormuz negli ultimi tre giorni. Questo atto malvagio dell’esercito terrorista statunitense non resterà impunito». Lo ha dichiarato il comando centrale delle forze armate iraniane, Khatamolanbia, in un comunicato. «Tale azione è considerata un’estensione della guerra nella regione», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna.

Usa: «C’è un significativo slancio nel dossier fra Libano e Israele»

C’è un «significativo slancio» nel dossier israelo-libanese in seguito avvio positivo della prima zona pilota nel Libano meridionale e dell’incontro della scorsa settimana tra il presidente libanese Joseph Aoun e Donald Trump alla Casa Bianca. Lo ha detto un funzionario del Dipartimento di Stato ad Axios in vista dei colloqui fra Libano e Israele previsti a Roma dal 4 al 6 agosto.

«A Roma, i gruppi tecnici si concentreranno sull’avanzamento della piena attuazione dell’accordo quadro. Ciò include l’ampliamento del processo relativo alle zone pilota, la risoluzione di tutte le questioni di confine ancora aperte e il lavoro su un accordo globale di pace e sicurezza», ha spiegato ad Axios il funzionario del Dipartimento di Stato. L’accordo quadro rappresenta l’unica via per una pace duratura tra Israele e il Libano e la sua «piena attuazione è nel chiaro interesse di entrambi i Paesi e l’amministrazione Trump è impegnata a garantirne il successo», ha messo in evidenza.

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