Cercasi risorse per il nuovo taglio alle accise sui carburanti. Dopo che gli 1,3 miliardi sono stati destinati alle imprese per il Transizione 5.0, il governo è a caccia di circa 400 milioni per prorogare lo sconto per gli automobilisti. Non solo, perché a questi vanno aggiunte altre risorse per il gasolio agricolo. Due interventi che arriveranno venerdì mattina in Consiglio dei ministri.
Il credito d’imposta per il gasolio agricolo
Quest’ultimo è stato annunciato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: «Interverremo nel prossimo decreto sul settore agricolo con un credito d’imposta anche per l’agricoltura – ha detto – Voglio ringraziare la presidente del Consiglio alla quale con il presidente Prandini abbiamo chiesto questo intervento e ha dato l’assenso per percorrere questa strada»
Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, così, è intervenuto ringraziando il governo «per la sensibilità dimostrata rispetto a una situazione che minaccia di incidere in maniera importante sulla sovranità alimentare del Paese e sui bilanci di aziende e famiglie. Nell’ambito di un confronto continuo questa mattina con il governo – ha ricordato Prandini – avevamo sottolineato l’importanza strategica di un provvedimento per contrastare i rincari record registrati sulle quotazioni del carburante agricolo».
Il nuovo taglio accise
L’intervento centrale è quello sui carburanti. Perché il 7 aprile scadrà il taglio da 24,4 centesimi al litro e i prezzi, soprattutto del gasolio, andrebbero alle stelle. Ad un massimo storico per essere precisi: il diesel supererebbe 2,3 euro al litro e quindi di gran lunga il vecchio record con la guerra in Ucraina (2,154 euro al litro il 14 marzo 2022).
Tuttavia, l’intervento (per venti giorni) costa 400 milioni di euro. E, come ha sottolineato anche il governatore di Bankitalia Fabio Panetta, il rischio è che gli effetti della guerra in Iran continuino più del previsto. E che quindi il prezzo del petrolio rimanga così alto, cioè sopra i cento dollari al barile.












