
La Ricerca Google non è più una pagina. È sempre di più una conversazione. Google annuncia due aggiornamenti che segnano un passaggio strategico: dallo “cerco e clicco” al “chiedo e parlo”. Soprattutto su smartphone, dove ormai vive la maggioranza delle ricerche globali.
Prima novità.
Da oggi — rollout graduale, come da tradizione Google — gli utenti mobile possono passare direttamente da AI Overview alla modalità conversazionale AI Mode. Senza strappi. Senza ripartenze. Una domanda tira l’altra, mantenendo il contesto. Come una chat che non perde la memoria.
Seconda novità.
Gemini 3 diventa il modello predefinito per AI Overview a livello globale. È il nuovo motore sotto il cofano della Ricerca. Più potente, più preciso, più capace di gestire domande lunghe e complesse. Tradotto: quando serve, la risposta arriva subito. Già nella pagina dei risultati.
Il messaggio di Mountain View è semplice. Le persone fanno domande diverse. A volte vogliono un dato secco — meteo, punteggio, orario. Altre volte vogliono capire davvero qualcosa. Ed è lì che il vecchio motore di ricerca, fatto di dieci link blu, iniziava a mostrare la ruggine.
Robby Stein, VP of Product di Google Search, parla di “esperienza fluida”. È una metafora da UX, ma rende l’idea: una panoramica rapida quando basta, una conversazione profonda quando serve. Con i link sempre lì, a fare da rete di sicurezza.









