Storie Web venerdì, Ottobre 9

Il dato Istat, non brillante, si inserisce ad ogni modo all’interno di una fase di lieve risalita dell’economia, visibile nelle numerose revisioni al rialzo delle stime di crescita per l’Italia, con un Pil visto lievitare a ridosso dell’1% (+0,9% dall’Ocse, +1% da Fitch, Confindustria +0,8%), dallo 0,5-0,6% precedentemente ipotizzato. A mordere però è l’inflazione, rialzo dei prezzi che vede come epicentro ancora una volta l’energia e che dai valori alla produzione si sta traslando con sempre maggior vigore in quelli al consumo, arrivati sui base annua ad una crescita del 4,2% a settembre, dal 3,3% precedente. Crescita repentina dei prezzi che è tra i motivi alla base della frenata dell’indice di fiducia dei consumatori, in calo a settembre, così come in riduzione è il valore relativo a tutte le categorie di imprese, manifattura a parte.

In Europa è da segnalare una situazione mista, con la Francia a cedere tre decimali mentre in Germania si realizza una ripresa inattesa, che vede la produzione industriale di agosto crescere del 2% mensile, del 2,3% su base annua. Il quadro resta ancora in bilico ad ogni modo per il comparto auto, penalizzato in particolare ad agosto da un calo a doppia cifre delle vetture destinate oltreconfine. Nel complesso la produzione domestica si riduce nel mese del 4%, calo identico a quello realizzato nei primi otto mesi dell’anno. A settembre la situazione si stabilizza, con una variazione nulla, mentre il calo dei nove mesi resta attestato a quota -4%, poco oltre i tre milioni di unità. Il che significa il 15% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, prima della crisi Covid.

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