Storie Web venerdì, Marzo 20

Se puoi respirare, puoi fare yoga, diceva Desikachar, grande insegnante indiano scomparso nel 2016, figlio del ben più illustre maestro Krishnamacharya, considerato padre dello yoga moderno. E allo stesso modo, se ti fermi e concentri l’attenzione sul respiro anche solo per un minuto, stai meditando. Non serve andare in India o sedersi nella posizione del loto: se vogliamo possiamo ritrovare un angolo di pace ovunque, in qualunque momento della giornata, semplicemente ascoltando il ritmo della respirazione, o i suoni che ci circondano, oppure “osservando” il flusso continuo dei nostri pensieri come fossimo spettatori.

E’ la magia della meditazione, pratica antichissima che da secoli ci indica la strada per il benessere, la salute fisica e mentale, la calma interiore, tanto che l’Unesco dal 2024 ha deciso di celebrarla in una giornata mondiale il 21 dicembre di ogni anno. E lo ha fatto per aumentare la consapevolezza sui benefici di questa pratica, ricordando che può aiutare a ridurre lo stress, la pressione sanguigna e l’ansia, promuovere la salute emotiva, aumentare la consapevolezza di sé e migliorare il sonno. Le stime fornite dall’Unesco dicono che nel mondo tra 200 e 500 milioni di persone praticano la meditazione, e la tecnologia ha aumentato la possibilità di praticare ovunque e in qualsiasi momento con l’aiuto delle app e delle piattaforme online. Quello delle app per la meditazione è un mercato che, secondo le stime, vale miliardi di dollari a livello globale ed è in costante crescita, anche in Italia.

I numeri del mercato

Secondo i dati della società americana di ricerca Grand View, il mercato globale delle app per meditare ha generato un fatturato di 1.131,9 milioni di dollari nel 2023 e si prevede che raggiungerà i 3.632,3 milioni di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita del 18,1 per cento. Il Nord America è stato il mercato con il maggiore fatturato nel 2023 e Android è il segmento di piattaforma più redditizio. In Italia il mercato ha raggiunto quota 32,9 milioni di dollari nel 2023 e la previsione è di arrivare a 114 milioni entro il 2030, con un tasso di crescita annuo del 19,4 per cento. Anche nel nostro paese, Android è il segmento di piattaforma che vanta la crescita più rapida nel periodo di previsione (2024-2030).

Le “tips” per imparare a rallentare

Mentre la pratica della meditazione e della mindfulness (ovvero delle tecniche per coltivare consapevolezza e presenza mentale) cresce a livello globale, come rilevato dall’Unesco, in Italia siamo ancora lontani da una diffusione capillare di queste abitudini. Lo dicono i dati di un’indagine condotta da Doxa, secondo la quale nel 2025 oltre la metà degli italiani (52,4%) dichiara di non praticare mai tecniche di mindfulness, e solo un 12,1% le utilizza con una certa frequenza (“molto spesso” o “abbastanza spesso”). Il restante 15,3% dichiara di praticarle “qualche volta”, mentre il 17,4% lo fa raramente.

Alessio Carciofi, il “coach” per il benessere digitale

Ma per avvicinarsi alla pratica basta davvero poco, anche solo qualche minuto al giorno in cui rallentare il ritmo. Quali tecniche possiamo usare? Lo abbiamo chiesto ad Alessio Carciofi, professore, autore e speaker, tra i maggiori esperti di digital detox e corporate wellbeing in Italia, autore del libro “Wellbeing. Il futuro umano e digitale del benessere ” edito da Il Sole 24 Ore. «Saper rallentare è diventata una vera e propria competenza – dice – e rallentare non significa fermarsi, ma vivere meglio la quotidianità. Questo non significa per forza andare in un ashram o in un eremo, ma è sufficiente fare piccoli esercizi ogni giorno».

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