Cambia risoluzione unitaria di maggioranza
Il settimo capoverso della risoluzione presentata dalla maggioranza è stato quindi modificato nella parte in cui si fa riferimento al Safe aggiungendo: «Per il finanziamento delle misure relative alla difesa a valutare il ricorso a diverse condizioni ivi incluse ove ritenute vantaggiose quelle incluse al programma Safe preordinando in ogni caso in via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale». Lo ha affermato il sottosegretario all’Economia Federico Freni esprimendo il parere sulle risoluzioni presentate alla Camera. Il sottosegretario ha espresso parere contrario sul resto delle risoluzioni presentate dai partiti di opposizione.
Giorgetti: scostamento sarà definito a ottobre, prima esito procedura deficit
«Lo scostamento che andremo a proporre al Parlamento a settembre-ottobre sarà lì definito in termini puntuali, sia quantitativi sia di temporalizzazione. Perché molto si interseca rispetto all’uscita dalla procedura per deficit eccessivo che sarà in qualche modo definita o formalizzata in un senso o nell’altro soltanto a fine settembre». Lo ha spiegato il ministro dell’Economia Giorgetti, rispondendo in replica. «E siccome questo scostamento verrà autorizzato dal Consiglio dell’Ue solo se garantirà nel lungo periodo della sostenibilità della finanza pubblica, noi dobbiamo sapere in funzione degli esiti di questa procedura se la sostenibilità può essere garantita e come rispetto al diverso dispiegamento delle possibilità di scostamento».
Ok dell’Ue alla clausola a ottobre, poi lo scostamento
Quanto ai tempi, il ministro dell’Economia aveva spiegato poco prima che la Commissione europea valuterà le richieste sulla richiesta della clausola di salvaguardia nazionale «nel mese di settembre, eventualmente raccomandandone l’approvazione al Consiglio, che dovrebbe formalizzare la raccomandazione nella riunione Ecofin di ottobre. A seguito di tale raccomandazione si procederà, anche nelle more dell’aggiornamento della disciplina contabile nazionale alla nuova governance economica europea, in via analoga, al ricorso alla procedura prevista dall’articolo 6 della legge n.243 del 2012, al fine di poter dare conto del quantum delle clausole utilizzate e degli interventi ai quali le relative risorse saranno destinate, cioè il cosiddetto scostamento di bilancio».
Senza uscita anticipata potremmo restare in procedura deficit
Nel suo intervento Giorgetti ha speigato che «l’articolata nuova procedura prevista dalle clausole di salvaguardia mostrano come ogni definitiva articolazione del piano non potrà che essere predisposta guardando alla compatibilità degli effetti delle misure in esso incluse con tutti i vincoli di finanza pubblica e all’evoluzione della procedura per il deficit eccessivo». Infatti, ha aggiunto, «nel caso in cui la procedura di deficit eccessiva non venga chiusa anticipatamente alla luce di una revisione a settembre del dato relativo al 2025 o sulla base del valore di consuntivo del deficit 2026, un peggioramento dei conti pubblici negli anni successivi tali da determinare un deficit superiore al 3% implicherebbe la permanenza nella procedura fino al rientro al di sotto della soglia prevista dei trattati anche qualora il deficit in eccesso sia interamente riconducibile a spese in linea con i parametri di ammissibilità alla Nec (National escape clause, clausola di salvaguardia nazionale, ndr).











