Storie Web venerdì, Agosto 28

Tra l’annuncio e l’attuazione c’è stata di mezzo la pausa estiva. Parliamo dello stop alle agevolazioni fiscali per i siti di scommesse che sponsorizzano i loro portali news. Che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva annunciato più volte – l’ultima a inizio agosto – e che il titolare del Mef ha reso operativa mercoledì scorso, inserendo la misura nel decreto carburanti.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Cosa prevede la misura

Il governo, nel decreto 153/2026, ha stabilito che le spese per le sponsorizzazioni (o analoghe tipologie contrattuali) non sono deducibili ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Inoltre, le somme versate dai concessionari del gioco al Fondo per la tutela e il contrasto della ludopatia dei giocatori (fino a 1 milione l’anno) diventeranno spese di rappresentanza e, quindi, saranno deducibili nella misura minima stabilita dal Testo unico delle imposte sui redditi (per ricavi e altri proventi fino a 10 milioni è all’1,5%).

Il gettito ancora da decifrare

Il gettito atteso, per entrambe le misure, non è ancora calcolabile. A dirlo è la stessa relazione tecnica del decreto, che non si sbilancia e parla di effetti finanziari positivi potenziali (che andranno a rimpinguare il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica) ma prudenzialmente non stimati ex ante.

La partita politica

Il tema è molto “caldo” da mesi in ambienti politici e non solo. Tutto gira intorno al decreto Dignità, ormai in vigore dal 2018, che ha introdotto una stretta sulla pubblicità dei siti di scommesse, anche «in forma indiretta». Quest’ultima formula ha lasciato diverse zone d’ombra, ad esempio proprio tramite i portali di informazione sportiva legati ai siti di scommesse.

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