Storie Web lunedì, Gennaio 19
Gioco d’azzardo illegale, scoperto un giro d’affari da 25 milioni di euro in tutta Italia

Esercizio abusivo del gioco online e della raccolta di scommesse ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, ma anche riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Sono i reati contestati a Domenico Chiavazzo, Paolo Memoli e Giovanni Petruzzellis, ritenuti – nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno – gli organizzatori di un’associazione per delinquere sul gioco d’azzardo online.

Le disposizioni del gip

Per i primi due soggetti, i carabinieri del Nucleo investigativo di Salerno hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere. Per Petruzzellis, invece, il gip del tribunale di Salerno ha ordinato gli arresti domiciliari.

Il provvedimento, inoltre, dispone nei confronti di Chiavazzo e di altri 14 indagati il sequestro delle società «riconducibili al capo-promotore, di autovetture di lusso, di vari immobili – di cui 17 tra fabbricati aziendali, locali commerciali, appartamenti di pregio e tre terreni – e di un milione e mezzo di euro».

I legami con i Casalesi

Per il gioco illegale online, «è stata ritenuta la sussistenza di indizi in ordine all’aggravante di cui all’art. 416 bis. 1c.p. per avere agevolato il clan dei Casalesi» di Caserta, in particolare, la «fazione Schiavone».

La ricostruzione degli inquirenti

Secondo gli inquirenti, tutto girava intorno a dei totem, cioè le macchinette per il gioco d’azzardo che si trovano soprattutto nei bar, che creavano un sistema illegale, parallelo a quello dei dispositivi forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Sarebbero stati forniti a «innumerevoli esercenti di attività commerciali su tutto il territorio nazionale».

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