La Confederazione calcistica asiatica (AFC) ha confermato di non aver ricevuto alcuna comunicazione dall’Iran in merito a un possibile ritiro della sua nazionale dai Mondiali a causa del conflitto in corso nel Golfo. Un dato di fatto che stride con le dichiarazioni della settimana scorsa, a cominciare dalle parole del ministro dello sport Ahmad Donjamali (“Non ci sono i presupposti per partecipare”) e del presidente degli Usa Donald Trump (“L’Iran è benvenuto ma non credo sia opportuno partecipi”).

“Questo è un momento molto delicato, ci sono state tante reazioni – ha sottolineato a Kuala Lumpur Windsor John, segretario generale dell’AFC – In definitiva, spetta alla federazione decidere sulla loro partecipazione e, ad oggi, hanno confermato la loro presenza ai Mondiali. Sono membri della nostra federazione, vogliamo vederli giocare, si sono qualificati… Quindi speriamo che risolvano i loro problemi, qualunque essi siano, e che possano partecipare”. Se l’Iran dovesse disputare i Mondiali del 2026, che inizieranno l’11 giugno, giocherebbe le sue tre partite del girone negli Stati Uniti, due a Los Angeles e una a Seattle.

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