Storie Web domenica, Aprile 5

C’è una norma inserita quasi sotto traccia nella riforma del servizio militare tedesco, entrata in vigore il 1° gennaio, che punta a rafforzare la Bundeswehr, cioè le forze armate federali tedesche, senza reintrodurre subito la leva obbligatoria. La legge prevede che i cittadini maschi tedeschi residenti in Germania, al compimento dei 18 anni, compilino un questionario obbligatorio per valutarne disponibilità e idoneità al servizio militare.

Ma è una clausola specifica, emersa solo nei giorni scorsi dopo una ricostruzione della Frankfurter Rundschau, ad aver attirato l’attenzione: gli uomini tra i 17 e i 45 anni devono chiedere un’autorizzazione preventiva per soggiorni all’estero superiori ai tre mesi, anche in tempo di pace.

Il ministero della Difesa, guidato da Boris Pistorius, ha confermato l’esistenza della disposizione, chiarendo che si tratta di uno strumento normativo pensato per consentire allo Stato di sapere dove si trovano i potenziali coscritti in caso di necessità. «Secondo la formulazione della legge, i maschi di età pari o superiore a 17 anni sono obbligati a richiedere l’autorizzazione preventiva al centro di reclutamento competente», ha spiegato un portavoce, precisando che l’obbligo decade al compimento dei 45 anni.

La politica di difesa tedesca è già da tempo oggetto di una revisione, accelerata dal deterioramento del contesto di sicurezza europeo dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Berlino ha già avviato un rafforzamento delle proprie capacità militari, anche attraverso l’aumento della spesa per la difesa e il rilancio del dibattito sulla leva, sospesa nel 2011. Pistorius ha esplicitamente indicato che, se il nuovo modello volontario non dovesse garantire numeri sufficienti, il Parlamento potrebbe essere chiamato a discutere la reintroduzione della coscrizione obbligatoria.

Nonostante il clamore, il ministero tende a ridimensionare l’impatto concreto della clausola. La norma, spiegano da Berlino, riprende disposizioni già esistenti durante la Guerra fredda e mai applicate in modo sostanziale. Non sono previste sanzioni e, allo stato attuale, le autorizzazioni dovrebbero essere concesse automaticamente. «Chiariremo tramite regolamenti amministrativi che l’autorizzazione si considera concessa finché il servizio resta volontario», ha aggiunto il portavoce, sottolineando che la procedura sarà di fatto una formalità in assenza di emergenze di sicurezza.

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