
Il futuro della Striscia di Gaza, dove la situazione umanitaria rimane critica, potrebbe vedere un punto di svolta. «Oggi annunciamo il lancio della fase due del piano in 20 Punti per porre fine al conflitto di Gaza». Così, in un post su X, Steve Witkoff ha annunciato l’inizio della fase due del piano di pace proposto dal presidente americano Donald Trump, sottolineando che la seconda fase «istituisce un’amministrazione palestinese tecnocratica transitoria a Gaza, il Comitato Nazionale per l’Amministrazione e avvia la completa smilitarizzazione e ricostruzione» della Striscia.
«Gli Stati Uniti – ha aggiunto – si aspettano che Hamas rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l’immediato ritorno dell’ultimo ostaggio deceduto. In caso contrario, si verificheranno gravi conseguenze».
«Speriamo che in seguito a questo accordo venga annunciato presto il comitato» ha dichiarato il ministro degli Esteri del Cairo Badr Abdelatty, che ha sottolineato anche la necessità che venga «avviato nella Striscia di Gaza per gestire la vita quotidiana e i servizi essenziali». Fonti egiziane hanno rivelato all’emittente Al Hadath che «le persone coinvolte sono state informate e l’elenco potrebbe subire dei cambiamenti». Alcuni membri del comitato si troverebbero all’interno dela Striscia, mentre altri provengono da fuori. Secondo una fonte egiziana a Sky News Arabia, la prima riunione del Comitato per la gestione di Gaza si terrà domani al Cairo, presso l’ambasciata degli Stati Uniti.
Chi è il capo del comitato
A guidare il comitato sarà Ali Shaath, già sottosegretario ai Trasporti e alle Comunicazioni dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp). Classe 1958, Shaath ha 68 anni ed è originario del governatorato di Khan Younis, nel Sud della Stricia di Gaza. Si è formato in Egitto, dove ha conseguito una laurea in ingegneria civile presso l’Università Ain Shams del Cairo, e nel Regno Unito, dove ha proseguito gli studi alla Queen’s University specializzandosi in pianificazione infrastrutturale e sviluppo urbano.
Nel corso della sua carriera politica ha ricoperto diversi incarichi di governo, sebbene “tecnici”, all’interno dell’Anp. Tra questi figurano anche quello di viceministro della Pianificazione e capo del Consiglio Palestinese per l’Edilizia Abitativa e l’Autorità Portuale Palestinese. In questi ruoli si è occupato di progetti infrastrutturali, stradali e industriali, anche dopo il suo pensionamento. Anche la sua famiglia è stata protagonista degli affari nazionali e politici palestinesi, e diversi suoi figli sono membri del movimento Fatah.








