Mentre il conflitto si allarga in Medio Oriente, la crisi umanitaria di Gaza rischia di passare in secondo piano. Dall’inizio del nuovo scontro militare con l’Iran, le autorità israeliane hanno bloccato i valichi d’ingresso nella Striscia, dopo i passi avanti degli ultimi mesi. Nei prossimi giorni, secondo quanto dichiarato da Israele, dovrebbe riprendere il flusso di aiuti umanitari.
La situazione nella Striscia
Secondo Amjad Al-Shawa, leader palestinese che collabora con diverse Ong operanti nella Striscia, le riserve di carburante si stanno esaurendo e anche la disponibilità di diversi generi alimentari è a rischio in caso di chiusura prolungata. Il COGAT, il reparto dell’esercito israeliano che controlla gli accessi a Gaza, ha riferito che dalla tregua di ottobre sarebbe stato consegnato abbastanza cibo per sostentare la popolazione. Secondo Israele, «le provviste esistenti sono sufficienti per un periodo esteso».
Guterres: «Israele riapra valichi verso Gaza»
In questo contesto, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha chiesto a Israele di riaprire i valichi di frontiera verso Gaza per consentire l’afflusso di aiuti nel territorio devastato dalla guerra, come dichiarato dal suo portavoce Stéphane Dujarric. «Le autorità israeliane hanno chiuso tutti i valichi, incluso Rafah, e hanno sospeso i movimenti umanitari nelle aree in cui le truppe israeliane rimangono dispiegate a Gaza e nelle zone limitrofe», ha detto Dujarric, aggiungendo che è «imperativo che tutti i valichi vengano riaperti il prima possibile».
Israele riaprirà il valico di Kerem Shalom a Gaza
Mercoledì 4 marzo, secondo quanto dichiarato dal COGAT, è prevista la riapertura del valico di Kerem Shalom, che consentirà «l’ingresso graduale degli aiuti umanitari». La riapertura sarà coordinata con il Centro di Coordinamento Civile e Militare degli Stati Uniti (CMCC). Questo ingresso era stato chiuso sabato quando Israele e gli Stati Uniti hanno iniziato a colpire l’Iran. La decisione di riaprirlo è stata presa «in conformità con una valutazione di sicurezza», ha affermato il reparto dell’Idf.






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