Storie Web sabato, Settembre 19

È salito a 117 il numero di casi sintomatici legati al focolaio di tossinfezione alimentare che ha interessato alcune scuole e nidi della Val Trompia, nel Bresciano.

I bambini ricoverati gradualmente si stanno riprendendo, ma la preoccupazione tra i genitori non si placa. Secondo i dati forniti da Ats tra i contagiati ci sarebbero anche adulti

È l’ultimo bollettino diramato dall’Agenzia a tutela della salute sull’intossicazione alimentare esplosa in questi giorni. 

Ats ha precisato che il numero di casi è lievitato non per nuove insorgenze, ma per segnalazioni fatte posteriormente. Al momento risultano tredici ricoverati, tutti bambini tra uno e quattro anni, sette maschi e sei femmine. Costantemente monitorati, i piccoli appaiono “in condizioni stabili o in miglioramento”, tre saranno dimessi in queste ore.

Le analisi effettuate sui pazienti sono concordi: è stata riscontrata la presenza di salmonella. Per stabilire l’origine del focolaio serve ora trovare un nesso di causa-effetto con i cibi somministrati. Sono in corso accertamenti per ricostruire che cosa è accaduto nel centro di cottura utilizzato dalla ditta che fornisce la refezione alle scuole coinvolte, chiuso il 14 settembre, e per verificare le responsabilità legate alla gestione. Gli ospedali metteranno in relazione gli esiti delle analisi sui ricoverati, da confrontare con quelli svolti sui cibi distribuiti il 10 e l’11 settembre, così da rintracciare una eventuale presenza di microrganismi sovrapponibili. Il direttore di Ats Brescia, Claudio Sileo, ha rassicurato sulle condizioni cliniche dei pazienti, ma appare “determinante” prevenire i “contagi secondari”, la trasmissione da persona a persona del batterio, che si diffonde per via oro-fecale.

Condividere.
Exit mobile version