Storie Web martedì, Giugno 9

Il gasolio torna sopra quota 2 euro al litro. È la conseguenza diretta del settimo intervento sulle accise dei carburanti messo in campo dal Governo con un decreto interministeriale firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal titolare dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin a partire dal 7 giugno e fino al 3 luglio. Lo sconto sul diesel si è infatti dimezzato, passando da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, mentre quello sulla benzina è rimasto invariato.

I prezzi

I dati rilevati dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano il cambio di scenario: il prezzo medio self service sulla rete stradale è di 1,917 euro al litro per la benzina e di 2,004 euro per il gasolio. In autostrada i valori salgono rispettivamente a 2,014 e 2,090 euro al litro.

Il rientro verso il regime fiscale ordinario

La mossa conferma la direzione già intrapresa negli ultimi due interventi: rientro progressivo verso il regime fiscale ordinario, con il gasolio che scende più velocemente della benzina lungo il percorso di riduzione degli sconti. Il nuovo intervento costerà meno di 150 milioni — circa 5,3 milioni al giorno — e sarà coperto con il meccanismo delle accise mobili: 149,4 milioni di extragettito Iva generato dall’inflazione energetica nel mese di maggio, in calo di circa 40 milioni rispetto ad aprile. Nessun impatto sul deficit, per il terzo mese consecutivo.

Dopo il 3 luglio

Adesso il Governo dovrà decidere cosa fare dopo il 3 luglio: proseguire con misure universali o orientarsi verso interventi mirati, come indicato dall’Unione europea, dal Fondo monetario internazionale e dall’Ocse. Sul tavolo anche la questione degli autotrasportatori, che fino alla fine di giugno beneficiano di un credito d’imposta per i rincari accumulati da marzo. I prezzi alla pompa delle prossime settimane, come già nelle ultime, saranno il parametro principale per decidere.

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