Storie Web martedì, Ottobre 6

Continua in Francia la mobilitazione studentesca, con il cosiddetto ’terzo atto’ della protesta dei licei (una citazione della terminologia utilizzata dal movimento dei “gilet gialli” nel 2018 per scandire le proteste settimanali), una nuova giornata di mobilitazione nazionale convocata oggi dalle organizzazioni studentesche, a cui aderiscono oggi anche diversi sindacati d’Oltralpe del settore dell’Educazione. Tra questi la Confédération générale du travail (CGT) guidata da Sophie Binet, in piazza per “proteggere” gli studenti dalla “repressione” della polizia. Una coalizione di sindacati nazionali dell’istruzione ha lanciato un appello alla partecipazione al movimento. Saranno coinvolti anche i rappresentanti eletti. Oltre che a Parigi, si svolgeranno manifestazioni anche a Perpignan, Tours, Tolosa, Brest, Nancy, Rennes, Marsiglia, Montpellier, Besançon e Lille.

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Nella Capitale sono previste fino a 40mila persone per un corteo di protesta che vedrà impegnati gli studenti dei licei francesi e delle università. Il punto di ritrovo è alle 14 in Place de la République. Sono previste anche numerose manifestazioni davanti alle scuole superiori. L’arrivo dei cortei sarà a Place de la Nation.

Ministro Istruzione: «Violenze saranno sanzionate»

Intervistato da Franceinfo, il ministro dell’Istruzione, Edouard Géffray, avverte i facinorosi: ’’Una violenza illegale è una violenza che va sanzionata’’. ’’Ci sono violenze estreme all’interno di questi movimenti’’, ha deplorato rispondendo a chi chiedeva se la risposta della polizia fosse proporzionata: ’’Dall’inizio – ha aggiunto – ho invitato al dialogo, a non incoraggiare i blocchi”. Géffray ha quindi riferito che dai “primi giorni, elementi ultra-violenti si sono infiltrati nei movimenti studenteschi, bersagliando la polizia e assumendo comportamenti inqualificabili”. Ha quindi precisato che 715 membri delle forze dell’ordine sono rimasti feriti dall’inizio delle proteste a metà settembre.

Francia, il ministro dell’Istruzione agli studenti: “Stop alla violenza nelle proteste”

L’ufficio del premier auspica manifestazioni “pacifiche” e protesta “legale”

 Le manifestazioni dei giorni scorsi sono state segnate da scontri con la polizia, arresti e feriti, tra cui uno studente quindicenne che ha perso una mano dopo aver raccolto una granata della polizia. Secondo il Ministero dell’Istruzione e un sindacato studentesco, l’attività didattica ha subito interruzioni in 589 dei 3.700 licei e in 32 università del Paese. L’ufficio del primo ministro Sébastien Lecornu ha auspicato manifestazioni “pacifiche”, sollecitando un ritorno a “una forma di opposizione strutturata, legale e democratica”.

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