Storie Web lunedì, Febbraio 2
Francia: approvato il budget, Lecornu sopravvive alla censura

Il budget francese è stato varato. Il governo di Sébastien Lecornu è sopravvissuto anche alle ultime due mozioni di censure e la legge del bilancio “statale”, che esclude la parte relativa alla Sécurité sociale già approvata il 16 dicembre, è considerata adottata. Ieri, in Assemblée nationale, la mozione presentata dalla sinistra della France Insoumise e degli ecologisti ha raccolto, grazie alla convergenza della destra radicale, 260 voti, contro un quorum di 289: un risultato non lontano dai precedenti voti di censure del 23 gennaio (269 voti) e del 27 gennaio (267 voti). La mozione presentata dalla destra ha poi ottenuto soltanto 135 voti (142 il 23, 140 il 27 gennaio).

«È tempo di passare ad altro e che la Francia abbia un bilancio», ha detto, alla fine del dibattito preliminare, il primo ministro. Dopo il necessario passaggio preventivo al Conseil Constitutionnel, la legge potrà essere promulgata dal presidente Emmanuel Macron in tempi piuttosto ristretti.

Superare l’incertezza

Lecornu è quindi riuscito nell’impresa non facile di far approvare il budget. Il cammino è stato accidentato, il governo ha dovuto far ricorso all’esercizio provvisorio. La frammentazione dell’Assemblée non lasciava però immaginare niente di diverso. Anche il budget 2025, dopo il voto di censura che fece cadere il governo di Michel Barnier il 4 dicembre 2024, fu approvato solo il 6 febbraio (e quello della Sécurité sociale il 17 febbraio) mentre era primo ministro François Bayrou. Lo stesso Bayrou, iniziando l’iter per l’approvazione delle due leggi di bilancio, scelse di sottoporsi a un voto di censure preliminare l’8 settembre 2025 che portò alla caduta del suo governo.

La strategia di Lecornu

La strategia di Lecornu è riuscita a superare i vincoli posti dalla situazione politica, a cominciare dai tempi ristretti. Ha subito spazzato via due importanti ostacoli: si è impegnato a non usare l’articolo 49.3 della Costituzione, che permette di varare il budget senza voto parlamentare, e ha proposto alla sinistra – e soprattutto ai socialisti – di congelare l’innalzamento dell’età legale pensionabile (un livello “di riferimento”, un po’ diverso dall’età pensionabile italiana), fino alle presidenziali del 2027.

Ha poi trasferito sul Parlamento il compito di costruire una maggioranza su singole misure, facendo fare al governo un passo di lato. In questo modo ha innanzitutto alleviato la pressione politica contro il presidente Emmanuel Macron. Sulla sua figura si concentravano richieste di dimissioni che avrebbero aperto una fase di incertezza strutturale: la dinamica istituzionale avrebbe reso il capo dello Stato responsabile verso il Parlamento – e il regime francese è costruito in modo decisamente diverso – e, se accolto, avrebbe costretto i francesi a votare dopo una campagna elettorale rapidissima, i cui tempi sono dettati dalla Costituzione. Lecornu si è poi guadagnato il sostegno esterno dei socialisti che, dopo aver ottenuto la sospensione della riforma delle pensioni, hanno rinunciato all’altra concessione del primo ministro: l’impegno a non usare l’articolo 49.3, che è invece stato determinante.

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