Storie Web giovedì, Aprile 9

Il governo corre ai ripari sulla frana in Molise che martedì 7 aprile ha messo in ginocchio il versante adriatico bloccando treni e impedendo la circolazione sulle rete stradale. E già oggi è atteso in Consiglio dei ministri un provvedimento con gli interventi da Palazzo Chigi, dopo una cabina di regia convocata dalla premier Meloni già ieri pomeriggio che ha deciso di stanziare risorse immediate per riaprire i collegamenti. Una data certa ancora non c’è ma il primo iniziale stanziamento è destinato a rimettere in piedi i tre punti nevralgici colpiti dalla frana: la rete ferroviaria adriatica, l’autostrada A14 e la statale 16. Attorno al tavolo, oltre alla premier, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, il sottosegretario Alfredo Mantovano e il comandante generale delle Capitanerie Sergio Liardo, insieme ai vertici operativi di Ferrovie dello Stato, Rfi, Anas e Autostrade per l’Italia. Parallelamente, al Mit si è mosso Salvini – che oggi sarà su sui luoghi colpiti per un sopralluogo – con un tavolo tecnico dedicato alle conseguenze del maltempo tra Molise, Abruzzo e Puglia.

Il fronte stradale

Il ministro ha raccolto i dati aggiornati e dato il via libera ai primi interventi, con un obiettivo dichiarato: riaprire il prima possibile. L’autostrada A14, spiega una nota diffusa dal ministero, potrebbe tornare percorribile «già nei prossimi giorni» in entrambe le direzioni nel tratto tra Vasto Sud e Poggio Imperiale. Più complessa la situazione sulla viabilità ordinaria: la riapertura della statale 16 e della 709 resta legata al monitoraggio della frana, che continua a muoversi e impone prudenza.

Le ferrovie

Sul fronte ferroviario, la circolazione sulla linea adriatica tra Pescara e Foggia ripartirà in modo graduale da venerdì alle 6, con una riduzione cautelativa della velocità, ha annunciato il gruppo Fs. Sul campo lavorano oltre 60 tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e delle imprese appaltatrici, impegnati senza sosta già dalla serata di oggi. Resta però una fase transitoria: fino al pieno ripristino della capacità, i treni Alta Velocità, Intercity e regionali potranno subire ritardi, modifiche o cancellazioni. Il monitoraggio della frana continua in parallelo, con controlli strumentali e visivi coordinati con la Protezione civile.

Le imprese di autotrasporto

Il quadro resta in evoluzione. Ma intanto il conto per le imprese cresce. La frana di Petacciato, denunciano gli autotrasportatori di Fiap, ha bloccato in contemporanea A14, statale 16 e ferrovia adriatica, trasformando un’emergenza infrastrutturale in uno shock immediato per la logistica. I percorsi alternativi allungano i viaggi di circa 250 chilometri, con un aumento dei costi operativi che arriva al 70%, senza coperture automatiche nei contratti. «Non si tratta di un disagio temporaneo: è una frattura nel sistema logistico del Paese», attacca il segretario generale Alessandro Peron. «Le imprese percorrono centinaia di chilometri in più per ogni consegna, con tempi che sfondano i limiti di guida previsti dal regolamento europeo». Da qui la richiesta urgente al ministero: esenzione dai pedaggi su A1 e A16, sospensione temporanea dei divieti di sorpasso nei tratti congestionati oltre che apertura di un tavolo di crisi dedicato.

Condividere.