
Dalle forze dell’ordine alle associazioni, sino alle iniziative promosse dai cittadini: in campo per smascherare i tentativi di truffa agli anziani e ai fragili. La parola d’ordine è prevenzione. E, con questo intento, nascono i diversi vademecum in cui oltre a fornire esempi concreti, si danno anche suggerimenti sui comportamenti da tenere quando si incappa in un tentativo di truffa.
I tentativi in atto
Comune denominatore dei tentativi di truffa è sempre l’effetto sorpresa ma anche paura giacché si tirano in ballo affetti e condizioni di salute. Come il messaggio che arriva questi giorni da un numero con prefisso 352 che dice: «Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici CUP Centro unico primario al numero 893.. per importanti comunicazioni che la riguardano».
Il finto messaggio della banca
Un altro messaggio che arriva via sms e che assomigli all’alert della banca è quello segnala un pagamento in addebito di diverse migliaia di euro per transazioni su siti di e-commerce e il suggerimento di chiamare il numero antifrode che però è quello di un telefono mobile non presente nei numeri di emergenza della banca.
Le telefonate
Nel panorama delle truffe non mancano le telefonate da finti appartenenti a forze dell’ordine o finti avvocati che fanno credere alla vittima che un proprio parente sia rimasto coinvolto in un incidente stradale o che sia stato arrestato. Alla vittima verrà richiesta una somma di denaro a titolo di corrispettivo per fornire assistenza sanitaria o legale alla persona cara in difficoltà. Se la persona truffata accetta, l’interlocutore comunica che di lì a breve un assistente o un Carabiniere in borghese si presenterà a ritirare il denaro contante.
Il curriculum
Ci sono poi le altre telefonate, con prefissi +33, +34 in cui si dice che il curriculum, mai spedito ad alcun indirizzo, è stato selezionato per nuove opportunità di lavoro con stipendi da capogiro.








