Storie Web lunedì, Febbraio 2
Fmi: crescita globale resiliente (per ora) a tensioni e dazi. Incognita intelligenza artificiale

Guerra dei dazi

C’è poi il capitolo dazi. Il report dell’Fmi non può prendere in considerazione le nuove minacce di Donald Trump, ma indica comunque nella escalation dello scontro commerciale uno dei principali fattori di rischio. Il capo economista, Pierre-Olivier Gourinchas, in conferenza stampa, ha ribadito che «in una guerra commerciale non ci sono vincitori, i dazi colpiranno sia chi li impone, sia altri».

Lo scatto Usa di fine anno

Gli investimenti nell’IA hanno dato una forte spinta all’economia Usa nel 2025, quando la crescita è stata del 2,1%. Il Fondo prevede una accelerazione al 2,4% nel 2026, sostenuta dalle politiche di bilancio e dal calo dei tassi, mentre il freno causato dai dazi dovrebbe diminuire gradualmente. C’è una revisione al rialzo dello 0,3% rispetto alle previsioni di ottobre, che riflette appunto l’effetto trascinamento della maggior crescita nel terzo trimestre dello scorso anno. L’Fmi prevede un «solido» passo al 2% nel 2027.

L’alto costo della vita continua a preoccupare le famiglie, che si aspettano inflazione elevata anche per quest’anno. Persiste la divergenza tra gli Stati Uniti e la maggior parte degli altri Paesi: con il graduale trasferimento dei dazi sui prezzi al consumo, si prevede che l’inflazione di fondo tornerà al target del 2% durante il 2027.

Eurozona ancora a passo lento

La crescita rimarrà stabile all’1,3% nel 2026 e all’1,4% nel 2027, dall’1,4% del 2025. Tra quest’anno e il prossimo, si sentiranno gli effetti degli aumenti della spesa pubblica in Germania. L’economia tedesca ha evitato di un soffio la contrazione nel 2025, con una crescita dello 0,2%, che dovrebbe salire all’1,1% nel 2025 e all’1,5% l’anno successivo, nelle previsioni del Fondo.

L’Italia passa dallo 0,5% del 2o25 allo 0,7% del 2026. Fa meglio la Francia, nonostante l’infinita crisi politica: nel 2026 dovrebbe comunque arrivare a una crescita dell’1%, dopo lo 0,8% del 2025. Sempre robusta, anche se in frenata, la crescita della Spagna, che dal 2,9% dello scorso anno passa al 2,3% nel 2026. Brillanti i risultati attesi per la Polonia, che quest’anno dovrebbe accelerare al 3,5% dal 3,3% del 2025.

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