Senza respiro, non solo per il caldo. Neanche il tempo di chiudere il mese di giugno con il tax day del 30 che si prepara un luglio di fuoco prima della sospensione di agosto. Il calendario dell’agenzia delle Entrate conta 135 scadenze. Inutile girarci intorno: si tratta di quasi tutte (133) scadenze relative a versamenti. Ma oltre a queste non vanno dimenticati anche gli appuntamenti con la rottamazione: la prima o unica rata dell’edizione quinquies e la tredicesima rata della rottamazione quater e la quinta della riammissione. Insomma un calendario fittissimo.
Partenza con l’imposta di registro per i contratti di locazione
Il tour de force di luglio si apre con l’imposta di registro. Va versata, infatti, l’imposta dovuta sui contratti di locazione con decorrenza dal 1° giugno 2026 oppure rinnovati tacitamente sempre a partire da quella data. In caso di registrazione telematica, il pagamento è contestuale alla registrazione. La scadenza non interessa i contratti di locazione di abitazioni per i quali si è scelto il regime della cedolare secca.
Il 16 luglio sono 82 i versamenti in scadenza
C’è un giorno da segnare in rosso nel calendario. Si tratta del 16 luglio, quando nell’agenda delle Entrate sono previsti ben 82 appuntamenti di versamento in scadenza. Un effetto della somma delle scadenze ripetute mensilmente come il versamento delle ritenute operate dai sostituti d’imposta nel mese precedente e delle scadenze per così dire “stagionali” e che sono il prodotto delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi per cui si è scelta la formula del pagamento dilazionato. Tra queste, ad esempio, c’è la deadline per il versamento della seconda rata sulla cedolare secca a titolo di saldo per l’anno 2025 e di primo acconto per l’anno 2026 con applicazione degli interessi nella misura dello 0,18 per cento.
Il 20 appuntamento alla cassa per 4,5 milioni di partite Iva
Ma in qualche modo è il 20 luglio a rappresentare uno snodo per l’autoliquidazione delle imposte sui redditi dovute dalle partite Iva. Chiamate alla cassa 4,5 milioni di partite Iva soggette a pagelle fiscali (Isa) o collegati (come ad esempio i forfettari) per le quali la scadenza di versamento di imposte e contributi che scaturiscono dalla dichiarazione dei redditi 2026 è stata spostata al 20 luglio con il decreto accise quater poi confluito nella conversione dell’accise ter. Per chi salterà la scadenza, i tempi supplementari scatteranno dal 21 luglio fino al 20 agosto ma in questo caso bisognerà aggiungere al conto finale la maggiorazione dello 0,8 per cento.
Il 30 luglio le scadenze con lo 0,4% per i fuori proroga
Il 30 luglio invece rappresenta il secondo appello per i fuori proroga, ossia tutti i contribuenti non interessati dal differimento delle partite Iva soggette a Isa o collegate. Un secondo appello con la maggiorazione dello 0,4% che riguarda, ad esempio, i super ricchi (noti anche come «Paperoni») che hanno spostato la residenza in Italia e hanno scelto il regime della tassa piatta (100mila, 200mila o 300mila euro, a seconda di quando si sono trasferiti in Italia) sui redditi prodotti all’estero.
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