Il fentanyl non mostra al momento in Italia la stessa gravità registrata nel Nord America, ma il fenomeno deve essere monitorato con attenzione. È uno dei passaggi centrali dell’audizione di Vincenzo Molinese, comandante del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dell’Arma dei Carabinieri, ascoltato in Commissione parlamentare Antimafia sul traffico di stupefacenti, sulle rotte della droga e sul ruolo delle organizzazioni criminali.
«Non si registra per ora quella gravità del fenomeno dell’uso fentanyl in Italia così come nel Nord-America», ha detto. Il comandante del Ros ha precisato che, allo stato, non emergono segnali di un coinvolgimento diretto delle mafie nel mercato del fentanyl. «Non si registrano allo stato nella Penisola segnali di coinvolgimento della criminalità organizzata», ha continuato, precisando però che «questo non vuol dire che non ci siano».
Secondo Molinese, «il fenomeno va monitorato, costantemente in linea con le previsioni dello specifico piano nazionale di prevenzione».
Il furto delle 80 fiale di Fentanyl: «È un segnale»
Durante l’audizione, il comandante del Ros ha richiamato anche il recente furto di 80 fiale di Fentanyl rubate dalla farmacia dell’ospedale Israelitico. Un episodio che, secondo Molinese, può indicare un interesse crescente verso l’approvvigionamento della sostanza.
«E’ un segnale, così come possono essere dei segnali gli esiti delle attività investigative; un furto presso la farmacia di un noto nosocomio italiano – così come questi quantitivi vengono cutoditi nei più grandi ospedali – è un segnale che incomincia la volontà ad approvvigionarsi – conclude – Se questa è una volontà poi diretta alla diffusione, attraverso il web, di quella sostanza nel territorio nazionale o all’estero lo sveleranno le indagini».











