Storie Web giovedì, Agosto 20

Il Fomc ha discusso, nei verbali della riunione del 28-29 luglio da poco diffusi, due rischi distinti legati all’intelligenza artificiale. Il primo riguarda l’inflazione. Alcuni partecipanti hanno giudicato che il boom degli investimenti nel settore sta già alimentando la domanda e le pressioni sui prezzi, o lo farà presto. Il secondo riguarda la stabilità finanziaria. I forti rialzi dei titoli legati all’AI, se le stime sugli utili tech dovessero essere riviste al ribasso, potrebbero innescare un calo diffuso dei mercati e mettere sotto pressione le istituzioni finanziarie più esposte al settore.

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Gli economisti della Fed hanno giudicato “elevate” le pressioni sulle valutazioni degli asset, osservando che il premio azionario è sceso a un livello osservato solo durante la bolla delle dot-com di inizio anni Duemila.

Sul fronte dei prezzi, l’inflazione resta elevata. Quella totale, misurata sull’indice Pce, era al 4,1% in maggio e quella core al 3,4%. Gli economisti hanno stimato un calo al 3,7% e al 3,3% rispettivamente in giugno. Molti partecipanti hanno detto che un rialzo dei tassi si renderà necessario se l’inflazione non rallenterà, e il comitato continua a vedere i rischi sui prezzi orientati al rialzo.

Da Warsh la proposta di ridurre riunioni Fomc a sei l’anno

Il Presidente della Fed Kevin Warsh ha rilevato che “sei riunioni programmate all’anno, a cadenza approssimativamente bimestrale, consentirebbero di accumulare una maggiore quantità di informazioni tra un incontro e l’altro rispetto alla prassi attuale” di otto riunioni, “offrendo inoltre ai responsabili delle decisioni e allo staff più tempo per esaminare questioni strategiche di politica monetaria. Il Presidente ha sollecitato il parere del Comitato su tali aspetti; tuttavia, non è stata assunta alcuna decisione in merito a possibili modifiche del calendario delle riunioni e il Presidente ha precisato che un’eventuale variazione della prassi non inciderebbe sulla programmazione prevista per il resto del 2026”.

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