mily Office in Italia vive una grande trasformazione, guidata da un contesto macroeconomico incerto, da tensioni geopolitiche e da un progressivo ricambio generazionale. La Nex Gen entra in azienda ma soprattutto assume ruoli chiave nel Family Office e spinge l’acceleratore sulla governance e la definizione di strategie di lungo periodo. Se la ricchezza è ancora detenuta dalla seconda generazione, c’è un coinvolgimento progressivo dei nuovi eredi nei processi decisionali. E così che il Family Office da struttura prevalentemente tecnica evolve a piattaforma di governance familiare integrando competenze finanziarie, gestione delle dinamiche relazionali e trasmissione dei valori familiari.
L’analisi di PwC Italia
È l’immagine che ci restituisce lo studio annuale di PwC Italia che ha mappato il settore (48 strutture di cui l’85% singol family office e il 15% multi family office). «L’indagine 2025 evidenzia segnali di crescente professionalizzazione e avvicinamento ai modelli internazionali, pur mantenendo caratteristiche legate alla cultura imprenditoriale italiana- sottolineano il partner Pasquale Salvatore e Maria Grazia Portera, director autori del lavoro. – Le dimensioni sono più contenute, in particolare se confrontate con il modello nordamericano che opera con masse elevate, maggiore accesso diretto alle operazioni e strutture organizzative più simili a veri e propri investment firm. Il Family Office italiano ha un profilo di rischio più contenuto, con una presenza rilevante di strumenti obbligazionari.
Asset allocation
Nonostante la crescente apertura verso i private market, che si confermano asset class di interesse strategico (in media il suo peso è pari al 21% nel portafoglio) in linea con le principali tendenze a livello globale, «tuttavia nell’ultimo anno si osserva un ridimensionamento forse per via dell’effetto guerra e della volatilità con una diminuzione tra l’1 e il 2% circa- aggiunge Portera -. Private equity, venture capital, private debt e investimenti diretti sono ormai una componente strutturale dei portafogli mentre resta forte l’interesse per i club deal o investimenti diretti, dove troviamo una forte convergenza tra Italia e mercati globali». Queste modalità piacciono perché affini alla natura imprenditoriale delle famiglie e perché consentono di condividere il rischio, accedere a operazioni più complesse e beneficiare di competenze complementari. In secondo luogo vedono spesso in primo piano le nuove generazioni». I club deal sono spesso basati su relazioni di fiducia, network imprenditoriali consolidati e prossimità culturale. In questo ambito i Family Office italiani continuano a privilegiare investimenti di minoranza con un focus sulla qualità del management, la solidità e la competitività dell’azienda target.
Origine e dimensione
La nascita del Family Office è spesso legata a momenti di trasformazione rilevante del patrimonio familiare, più che a una pianificazione strutturata come (nel 59%) la cessione totale o parziale dell’impresa, operazioni straordinarie o fasi di riorganizzazione del patrimonio. Il 57% dei multi Family intervistati ha un perimetro di asset under management (Aum) compreso tra 20 e 250 milioni mentre il restante 43% registra masse tra i 250 e i 500 milioni. La dimensione dei single Family Office è più distribuita lungo le fasce, con il 52% che ha asset inferiori a 250 milioni di euro. Della restante parte di single family office il 19% registra masse uguali o superiori a 1 miliardo.Il 71% delle famiglie dei multi family office ha un patrimonio tra i 20 e i 50 milioni poche oltre i 50 milioni.













