K Group, proprietaria di Antenna Group, gruppo internazionale attivo nel settore dei media, della produzione dei contenuti e dell’intrattenimento, acquista il 100% di Gedi da Exor, inclusi il quotidiano la Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital, Radio m2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni.
Esclusa dall’operazione La Stampa, che sulla base dell’accordo sarà venduta al gruppo Sae, insieme al suo centro stampa e alla rete commerciale per la pubblicità locale. Anche l’azienda Stardust non rientra nel perimetro dell’operazione.
In un comunicato Antenna sottolinea che l’accordo “aprirà nuove opportunità per i giornalisti per raggiungere un audience internazionale più ampio”. L’editore “intende anche rafforzare le collaborazioni editoriali già attive con HuffPost Italia, National Geographic Italia e altri partner”. Nel frattempo il gruppo “è in fase di confronto con partner strategici negli Stati Uniti per arricchire ulteriormente il portafoglio Gedi con nuovi brand dell’informazione e dell’intrattenimento. Antenna cercherà di collaborare con altri gruppi e imprenditori locali italiani, come parte della sua strategia di crescita in Italia”.
L’operazione aprirà a nuove opportunità di sviluppo per la piattaforma di streaming mymovies.it di Gedi, consentendone una maggiore integrazione con le piattaforme già gestite da Antenna. Il gruppo valuterà anche un eventuale potenziamento delle sue iniziative nel settore cinematografico in Italia.
Mirja Cartia d’Asero, “manager di grande esperienza con un percorso consolidato alla guida di organizzazioni nei settori media e finanziario”, assumerà il ruolo di amministratore delegato del gruppo Gedi. Mario Orfeo è confermato nel ruolo di direttore di Repubblica, ruolo che ricopre dal 2024, mentre Linus resta alla guida delle radio del gruppo.
Cartia d’Asero annuncia: “A nome di Theodore Kyriakou, presidente di Antenna Group, e della famiglia Antenna, siamo lieti di dare il benvenuto a Gedi nel nostro Gruppo. Insieme, valorizzeremo la storia delle sue testate e la forza dei suoi brand per creare un gruppo mediatico con portata globale e un impatto significativo”.
E precisa: “Antenna Group condivide un profondo impegno verso l’integrità, l’indipendenza editoriale e un’informazione affidabile, e attribuisce grande importanza al rispetto della cultura e dell’identità locale, elementi fondamentali per un’editoria solida e credibile. Con i talenti altamente qualificati dell’Italia e una comprovata capacità di sviluppare potenti brand internazionali, vediamo un grande potenziale per GEDI nel consolidare la propria posizione come punto di riferimento per il giornalismo di qualità e l’innovazione mediatica”.
Elkann: “Garantito un futuro di libertà a Repubblica e Stampa”
“L’editoria è una professione che può essere esercitata in modo indipendente solo se si hanno i conti in regola. La mia famiglia e io stesso abbiamo sempre considerato l’editoria come un mestiere che vive grazie ai suoi lettori, ma purtroppo in Italia avere un giornale è considerato uno strumento di influenza e di potere, non una professione’. In una intervista all’Ansa John Elkann spiega così i motivi che lo hanno portato a cedere La Stampa e Gedi, convinto che la vendita al gruppo Sae e ad Antenna ”garantiranno un futuro di sviluppo e libertà ai giornalisti delle due testate”.
“Quando abbiamo rilevato Repubblica e Finegil e creato con La Stampa il gruppo Gedi – racconta Elkann- eravamo convinti che saremmo riusciti a portare l’intero gruppo sulla via dei profitti grazie ad una profonda trasformazione digitale. Purtroppo ci siamo resi conto nel corso degli anni che ciò non è stato possibile perché nella crisi profonda che attanaglia il settore della carta stampata è necessario avere maggiore scala o, nel caso dei giornali locali, riconfigurarsi in realtà molto prossime al loro territorio. Ed ora siamo convinti di aver trovato una soluzione che garantirà sviluppo e indipendenza’. In particolare, per quanto riguarda La Stampa, Elkann afferma che ”per un giornale fortemente legato al territorio, quale è La Stampa, un editore come Sae garantirà stabilità e radicamento nella sua comunità”.
A proposito, invece, di Repubblica, Elkann afferma che “il gruppo Antenna è fortemente sviluppato a livello internazionale e ha grande esperienza sull’innovazione multimediale: due elementi decisivi per rendere sostenibili gli investimenti tecnologici di cui il settore ha un grande bisogno, a cominciare dall’Intelligenza Artificiale’.
L’ad di Exor risponde poi alle critiche di chi avrebbe voluto che la vendita fosse indirizzata verso acquirenti italiani: “A me interessa l’Italia, più che l’italianità. Come abbiamo dimostrato con le operazioni di Comau e Iveco, l’Italia è rimasta centrale e le due aziende in gruppi più grandi possono rafforzarsi e svilupparsi nel nostro Paese. Questo stesso ragionamento vale per Gedi”.
Fnsi: “Tutelare il prodotto e i diritti dei giornalisti”
“In nove anni si è compiuta la parabola del gruppo Gedi. Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo ha trasformato nella più grande cessione di testate che si sia mai vista in Italia. Con il passaggio dell’azionariato al greco Kyriakou e la cessione della Stampa a Sae il gruppo non esiste più. Restano le macerie e molti interrogativi sul perché dell’operazione cominciata nell’aprile 2017”. Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. “La Federazione nazionale della Stampa italiana – prosegue – prende atto del passaggio di proprietà e si schiera al fianco dei colleghi di Repubblica così come è accanto a quelli della Stampa. In attesa di capire meglio, e oltre i pochi concetti espressi nelle comunicazioni societarie, come il nuovo editore intende il concetto di pluralismo dell’informazione e come vuole sviluppare la sua attività conformemente alle leggi italiane, la Fnsi osserva che ancora una volta Elkann ed Exor hanno scelto la strategia della distrazione di massa, comunicando la cessione nel pomeriggio del referendum, quando tutto l’interesse della politica e della società italiana è rivolto ai risultati della consultazione. A cessione avvenuta, restano i temi della tutela del prodotto – a cominciare dal quotidiano cartaceo fino all’online e alle radio – del perimetro occupazionale e dei diritti dei giornalisti, sui quali la Fnsi non farà sconti all’editore che si affaccia adesso sul mercato italiano”.










