BRUXELLES – Contiene risultati per molti versi sorprendenti il sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi, mercoledì 4 febbraio, dal Parlamento europeo. Gli italiani non solo appaiono più preoccupati della media dei cittadini europei dell’attuale situazione, ma si rivelano anche più europeisti, nonostante la presenza di un governo, quello presieduto da Giorgia Meloni, tendenzialmente nazionalista, e attraversato almeno in un componente della maggioranza da una vena euroscettica.
Secondo il sondaggio, l’83% degli italiani è preoccupato dalle guerre e dai conflitti in prossimità dell’Unione europea (rispetto al 72% degli europei); il 76% è preoccupato dalla dipendenza da paesi terzi per la propria difesa (la media europea si assesta al 59%); l’83% è preoccupato dal terrorismo (rispetto al 67% degli europei); sempre l’83% è preoccupato dai disastri naturali aggravati dal cambiamento climatico (la media europea è del 66%).
In questo contesto, il 67% degli italiani interpellati per lo studio demoscopico ritengono che «il ruolo dell’Unione europea nella protezione dei cittadini europei contro le crisi globali e i rischi per la sicurezza» dovrebbe diventare più importante (la media europea è del 66%). Il 91% considera che i paesi membri dovrebbero essere più uniti (la media europea è dell’89%). L’80% ritiene che l’Unione dovrebbe avere «più mezzi per far fronte alle attuali sfide globali» (73% a livello europeo).
Il 67% degli italiani è ottimista sul futuro della Ue (la media europea è del 57%). Per rafforzare il proprio ruolo nel mondo, l’Unione europea dovrebbe concentrarsi su difesa e sicurezza (secondo il 43% degli italiani e il 40% degli europei), su competitività ed economia (secondo il 37% degli italiani e il 32% degli europei) e su energia e infrastrutture (secondo il 31% degli italiani e il 29% degli europei). Più in generale, il 51% degli italiani ha una visione positiva della UE (rispetto al 49% degli europei).
Gli sconvolgimenti internazionali stanno provocando nuove forme di europeismo, magari più opportunistiche che ideali, ma pur sempre significative. Il 52% degli italiani ritiene che la partecipazione dell’Italia alla costruzione comunitaria sia un bene (sette punti in più rispetto al sondaggio precedente del febbraio-marzo del 2024). A livello europeo la percentuale è del 62%, in aumento di due punti rispetto allo studio demoscopico di due anni fa).







