Lo scorso anno, in un altro documento incluso nei file pubblicati, alcuni funzionari federali hanno riassunto anche l’accusa nei confronti di Trump: la donna sosteneva che Epstein l’avesse introdotta al futuro presidente e che quest’ultimo l’avesse aggredita in un episodio descritto come violento. I documenti non contengono alcuna valutazione ufficiale dell’Fbi sulla credibilità della denuncia.
Durante il primo colloquio con gli agenti, la donna mostrò sul telefono una fotografia molto diffusa che ritraeva Epstein insieme a Trump. Autorizzò l’Fbi a fotografare l’immagine, chiedendo che venisse ritagliata per escludere il volto di Trump. Il suo avvocato spiegò agli investigatori che la cliente temeva possibili ritorsioni qualora avesse coinvolto «individui ben noti».
Le tre interviste successive, svolte tra agosto e ottobre 2019, avrebbero dovuto approfondire la coerenza del racconto e verificare elementi di riscontro. Tuttavia, le relative sintesi non sono nei file pubblici. Nemmeno il deputato democratico Robert Garcia, membro di vertice della House Oversight Committee, ha trovato quei documenti quando ha esaminato versioni non redatte presso il Dipartimento di Giustizia. Garcia ha dichiarato al New York Times che i materiali mancanti non sono stati consegnati nemmeno alla commissione, nonostante una citazione in giudizio emessa lo scorso anno per ottenere l’intero archivio investigativo su Epstein. I democratici hanno dunque annunciato l’intenzione di aprire un’indagine separata sulle omissioni.
L’Epstein Files Transparency Act prevede la possibilità di oscurare dati che possano identificare le vittime, rappresentare materiale pedopornografico o compromettere indagini in corso. Il testo vieta espressamente di trattenere documenti per ragioni legate all’imbarazzo, al danno reputazionale o alla sensibilità politica di figure pubbliche. È proprio questo il punto su cui si concentrano le critiche di alcuni parlamentari e di sopravvissute agli abusi di Epstein, che hanno denunciato un’applicazione incoerente dei criteri di diffusione: mentre i dettagli identificativi di alcune vittime sono rimasti visibili, altre parti (incluse accuse contro uomini influenti) risultano oscurate o assenti.
Dal canto suo, Trump ha più volte negato qualsiasi illecito. Una portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, ha dichiarato che il presidente è stato «totalmente scagionato su qualsiasi questione relativa a Epstein». In passato il Dipartimento di Giustizia ha definito «false e infondate» le accuse contenute nei documenti.









