“In questo momento in Italia l’enoturismo vale 3 miliardi di euro e potrebbe essere un comparto che cresce anche nel caso di crisi“. Se permane questa crisi avremmo, infatti, “un turismo domestico o puramente un turismo europeo, perché comunque l’Europa guarda all’Italia“.
Così il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, rispondendo ai giornalisti al Vinitaly a Verona Fiere. “Trovo che l’enoturismo – ha proseguito Mazzi – sia veramente un’occasione da sfruttare perché ha tanti vantaggi, un vantaggio per le aziende, un vantaggio economico perché portare i turisti dentro le cantine significa attivare la vendita diretta che è una vendita molto pregiata e ha molto meno costi. Ma è anche importante da un punto di vista sociale”.
Modello statunitense
“Gli imprenditori ieri mi hanno parlato di Napa Valley (celebre e prestigiosa regione vinicola degli Stati Uniti, situata in California, a circa 90 km a nord-est di San Francisco, ndr.). Io dico loro: insegnatemi questo modello, venite al ministero a trovarmi, insegnatemi questo modello e io, per quanto possibile, cercherò di applicarlo in Italia”, ha dichiarato Mazzi nel talk di apertura della fiera veronese.
Interessarsi al modello statunitense può essere una strategia di valorizzazione del marketing territoriale, ovvero studiare come creare dei pacchetti turistici che possano fare la differenza: trasformare il vigneto da luogo di produzione a destinazione esperienziale, capace di attrarre flussi internazionali.
Pensiero positivo
A margine della visita agli stand, il ministro Mazzi ha voluto sottolineare l’importanza di un approccio ottimistico nonostante le incertezze del momento storico: “Io resto ottimista perché se uno non partisse la mattina con un’attitudine diversa forse non si alzerebbe neanche dal letto. Penso e spero, come tutti, in una risoluzione a stretto giro della crisi mediorientale“.











