Nell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra Electrolux e i sindacati il primo passo avanti è stato registrato sul fronte degli esuberi: grazie a 60 uscite volontarie incentivate sono scesi da 1.250 a 1.190, compresi i 150 lavoratori di Cerreto d’Esi. Questo però non basta per i sindacati che sollecitano un’ulteriore riduzione, come anche altri strumenti per costruire un accordo che si è rivelato molto complicato: tra questi Fiom, Fim e Uilm indicano i contratti di espansione che chiedono al Governo di rifinanziare, come anche di sostenere gli ammortizzatori che potranno essere utili per affrontare l’ultima curva del negoziato. Per i sindacati, in tutti i casi è dirimente la volontarietà delle uscite. I prossimi incontri sono stati fissati per il 2 e il 3 novembre e per Fiom, Fim e Uilm saranno decisivi per capire se si può arrivare a un accordo complessivo. Questo il punto a cui è arrivata la trattativa in serata.
La situazione più delicata è quella del sito di Cerreto d’Esi di cui la multinazionale aveva annunciato la chiusura. I sindacati hanno chiesto un impegno vincolante a mantenere gli attuali livelli produttivi fino all’arrivo di un investitore. E poi di prevedere una soglia massima di utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Per lo stabilimento di Porcia è stato chiesto alla multinazionale un ulteriore impegno a mantenere la produzione di lavasciuga: Electrolux però ha soltanto dato disponibilità a innalzare dal 30% prospettato nel precedente incontro al 50% la quota di produzione che potrebbe mantenere.
Dopo le uscite volontarie e incentivate, Electrolux ha rivisto in 1.190 gli esuberi, comprendendo i 150 lavoratori del sito di Cerreto. Le uscite hanno riguardato solamente gli operai, mentre tra gli impiegati restano 600 eccedenze. Per i sindacati i numeri vanno comunque ridotti ulteriormente. Proprio per questo hanno messo sul tavolo l’ipotesi dei contratti di espansione per favorire un ricambio professionale. Fiom, Fim e Uilm chiedono al Governo di rifinanziare i contratti di espansione e di sostenere misure per raggiungere l’accordo. E comunque hanno chiesto ad Electrolux di assumere l’impegno a non ridurre gli organici al di sotto di una soglia concordata, oltre la quale l’azienda dovrà procedere alla sostituzione dando precedenza a chi ha avuto esperienze lavorative con contratti temporanei.
Se nell’incontro del 2 novembre si troverà una cornice generale, i sindacati sono pronti a sedersi al tavolo per avviarsi verso la sintesi, tenuto conto che sarà dirimente l’impegno di Electrolux a utilizzare il criterio della non opposizione nella gestione delle procedure di mobilità, escludendo formalmente i licenziamenti coatti, la previsione della rotazione dei lavoratori in cassa integrazione, la definizione degli incentivi all’esodo, la necessità di mantenere sufficienti postazioni per i lavoratori con ridotte capacità lavorative.
