Storie Web lunedì, Giugno 15

Electrolux non farà azioni unilaterali. All’incontro al Mimit la multinazionale ha annunciato la sua disponibilità a discutere misure condivise rinunciando a procedere con licenziamenti e chiusure in maniera unilaterale.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Tempistiche serrate

Fonti presenti all’incontro riferiscono che il ministro Adolfo Urso avrebbe sollecitato un fitto percorso di incontri in modo da arrivare a trovare un accordo entro l’inizio di agosto, ossia il periodo in cui cominciano le ferie. Ci sono quindi malcontati 50 giorni, 7 , 8 settimane durante le quali ci sarà un fitto calendario di incontri tra le parti per provare ad arrivare al risultato auspicato da Urso, ossia un accordo sostenibile. Il piano presentato dall’azienda nelle scorse settimane con oltre 1.700 esuberi e chiusure, come ha ribadito il ministro, è inaccettabile e non può essere un punto di partenza. Tantomeno un punto di arrivo.

Cauto ottimismo dei sindacati

Per i sindacati si tratta di una notizia molto positiva anche se, come dice Davide Sperti, il neo segretario generale della Uilm succeduto a Rocco Palombella, «la situazione non è risolta definitivamente. Però il piano è sospeso e l’azienda non partirà unilateralmente non nessuna iniziativa. Credo che questo sia un primo passo avanti che possiamo accogliere con cauto ottimismo e che è frutto delle mobilitazioni congiunte fatte in queste settimane». Almeno si può dire che sia stato «modificato l’ordine del giorno con cui l’azienda voleva affrontare la vertenza», partendo con i 1719 esuberi aggiunge Michele De Palma della Fiom: «Li abbiamo fermati, abbiamo vinto, avete vinto, ma la battaglia non è finita. Si tratta di una tregua armata tra noi ed Electrolux».

L’impegno politico alla prova dei fatti

Il segretario generale della Fim, Ferdinando Uliano, dice che «è molto importante l’impegno politico che è stato preso», ma «lo vogliamo vedere poi alla prova dei fatti. Non è che l’azienda fra qualche settimana si sveglia e comunica che riprende in mano il vecchio piano. Per quanto ci riguarda la discussione deve essere alternativa a partire dagli esuberi. Per noi è importante l’impegno delle istituzioni politiche. Non c’è stata una regione che non si sia impegnata a dare disponibilità finanziarie per costruire un piano alternativo ai licenziamenti e alla chiusura. Li voglio vedere la prova dei fatti, non che fra qualche mese non ci sono le disponibilità e noi ci troviamo il problema sul tavolo». Altrettanto importante, per Uliano, «è stato l’impegno del governo rispetto a modificare le regole e le situazioni che ci troviamo in Europa, che costruiscono una condizione che sul mercato i nostri prodotti vengono calpestati da un’azione di dumping da parte di altri produttori stranieri. Allora se c’è questo impegno, deve essere portato fino in fondo e dico a questo governo che siccome una delle questioni è la questione dell’energia che mette fuori competizione le imprese, allora che il Governo faccia finalmente la sua parte, apra il tavolo dell’elettrodomestico, costruisca le proposte con risorse dedicate nel nostro Paese e in Europa».

La viceministra dell’ambiente e della sicurezza energetica Vannia Gava che ha partecipato al tavolo ha parlato di «moderata soddisfazione per la disponibilità manifestata dall’azienda ad aprire un confronto finalizzato a individuare un piano alternativo. Ora serve l’impegno di tutte le parti per favorire un percorso credibile di rilancio e di superamento della crisi, fondato su trasparenza e lealtà reciproca. Il Governo continuerà a svolgere il proprio ruolo di coordinamento e garanzia, affinché il lavoro di queste settimane produca soluzioni concrete, evitando il rischio di ritrovarci, tra pochi mesi, di nuovo al punto di partenza. L’obiettivo resta chiaro: tutelare l’occupazione, salvaguardare il patrimonio industriale e rafforzare la competitività di un settore strategico per il Paese».

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