Storie Web lunedì, Maggio 18

Grandi novità per Saccheria Franceschetti nel primo trimestre 2026. E non solo perché i ricavi del gruppo sono balzati del 24,5% a 5,4 milioni, trainati dall’e-commerce (a luglio 2025 era stato rinnovato il portale e-commerce dedicato ai Big Bags, con un investimento di 323.000 euro che ha consentito anche di implementare un nuovo software di gestione del magazzino) e difatti questa categoria ha registrato un incremento del 20% a 4 milioni, ma ancor migliore è stata la performance dei Fertilizer Bags passati da 0,1 a 0,5 milioni, mentre gli Small Bags sono passati da 0,5 a 0,4 milioni).

La società infatti ha aggiornato il logo aziendale (quello nuovo, con l’illustrazione di un simpatico sacco “animato”, è stato disegnato dal grafico interno Nicola Marini che è stato protagonista anche del design delle borse Sackmonarchy realizzate con scarti di produzione), ma soprattutto ha approvato, in linea con la qualifica di società benefit, l’istituzione di un’area espositiva permanente (Museo d’Impresa) e dell’archivio storico sociale. Quest’iniziativa sarà oggetto di specifica rendicontazione nei prossimi bilanci di sostenibilità (con il 2025 Saccheria Franceschetti è già giunta alla terza edizione, a cui si è affiancata quest’anno anche la Relazione d’Impatto).

I numeri

Ricordiamo che anche nel 2026 Regione Lombardia ha indetto un bando per il sostegno ai Musei d’Impresa con una dotazione complessiva di 1,15 milioni (si tratta di contributi a fondo perduto che coprono il 100% delle spese ammissibili, con un ammontare massimo di 50.000 euro per singola impresa, con un investimento minimo di 10.000 euro).

Il bando 2025 ha sostenuto 35 progetti per un importo complessivo di 1,5 milioni; tra questi il Museo Bellini Collezione privata barche d’epoca di Corte Franca (Bs), realizzato da Bellini Nautica, anch’essa all’Euronext Growth Milan, e finanziato per 50.000 euro.

Indebitamento in crescita per adeguare le scorte di magazzino

Intanto Saccheria Franceschetti, al 31/3/2026, ha evidenziato un indebitamento finanziario netto di 2,6 milioni, in aumento rispetto ai 2,39 milioni di fine 2025 (che a loro volta risultavano molto superiori agli 0,4 milioni al 31/12/2024); ma tale situazione è dovuta alla politica dell’azienda che, a seguito delle tensioni geopolitiche che hanno dapprima interessato il Canale di Suez e successivamente lo Stretto di Hormuz, ha deciso di evitare strettoie logistiche da parte dei fornitori incrementando le scorte di magazzino (giunte a 5,6 milioni a fine 2025), allo scopo di garantire sempre consegne immediate alla clientela (in gran parte italiana).

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