Come aveva annunciato, nel 2025 Porto Aviation Group ha completato il programma pluriennale per lo sviluppo del nuovo velivolo Risen 4 posti (che consente l’ingresso della società nel segmento dei velivoli leggeri certificati secondo gli standard europei Easa), e a fine giugno è stata erogata l’ultima tranche di finanziamento pubblico pari a 606.800 euro. Complessivamente per questo progetto sono stati investiti 4,1 milioni a fronte dei quali è stato concesso un finanziamento agevolato da 3,5 milioni (di cui 2,85 effettivamente liquidati, che dovranno essere restituiti per il 61% del totale, cioè 1,74 milioni, a partire dal 31/10/2026 in quote annuali per 7 anni, vale a dire circa 248.600 euro all’anno). Il che, data la buona situazione di liquidità, ovviamente non rappresenta un problema.
I traguardi raggiunti da Porto Aviation Group nel 2025 (11 velivoli consegnati e un backlog di 20 velivoli a fine anno) sono frutto anche della partecipazione alle più importanti fiere di settore, tra cui Aero 2025 a Friedrichshafen in Germania (la città dell’aviazione, nota per il suo Museo Zeppelin), dove sono stati presentati i velivoli Risen 912iS e 916 Turbo, l’Experimental Aircraft Association Air Venture Oshkosh negli Usa (Wisconsin), che ha registrato 704.000 visitatori, e, per la prima volta, l’Airshow Sand & Fun a Riyadh in Arabia Saudita. Anche questa fiera ha registrato un eccezionale successo di pubblico (oltre 60.000 visitatori al giorno) e nel corso dell’evento sono stati siglati 20 accordi per un controvalore complessivo di 66,7 milioni di $. È stato stabilito anche un record entrato nel Guinness dei primati (maggior numero di fuochi d’artificio lanciati da un elicottero, nella fattispecie un Messerschmitt-Bolkow-Blohm Bo 105 P1M).
Completato lo sviluppo del Risen 4 posti e opportunità nella Difesa
Al di là però della partecipazione agli eventi e dei record di velocità, Porto Aviation Group dispone ora di un nuovo prodotto di fascia più alta (il Risen 4 posti), che può essere proposto per la formazione avanzata in ambito aeronautico e l’impiego utility-commerciale, oltre naturalmente all’aviazione personale privata. Inoltre, tramite la controllata Aerotec Composites Doo, ha acquistato un terreno da 6.000 mq. nei pressi di Vrsac (Serbia), su cui è in fase di progettazione un nuovo capannone industriale da 1.000 mq., con possibilità di estensione fino a 3.000 mq.
Non solo. Ci sono anche le potenziali applicazioni militari. Il velivolo ultraleggero Kx-2, versione “militare” del Risen, è stato impiegato nell’esercitazione Sentry South 26.1 in Georgia per simulare la caccia ai droni Shahed-136; si tratta di una soluzione molto più economica e meno visibile ai radar (dati i materiali con cui è costruito) rispetto al tradizionale impiego di jet militari. I droni Shahed 136, rispettivamente progettati e costruiti dalle aziende aeronautiche iraniane Shahed (il nome significa “testimone”) e Hesa, vengono impiegati dalle forze armate iraniane sin dal 2021 e sono progettati per colpire bersagli terrestri in un raggio massimo di circa 2.500 km dal sito di lancio, seguendo una rotta prestabilita. Per ora, per Porto Aviation il comparto Difesa rappresenta solo un’opportunità, che però non è da trascurare visti gli scenari geopolitici attuali e prevedibili e l’elevato livello di spesa militare statunitense.
Possibile acquisizione di un hangar negli Usa
Intanto, sempre negli Usa, a inizio 2026 è stata individuata la possibilità di acquisizione (tramite un promotore specializzato) di un hangar aeronautico presso il Boulder City Airport nello Stato del Nevada, il che consentirebbe a Porto Aviation Group di incrementare la presenza operativa e strategica nel mercato del Nord America, che storicamente è il più importante per la società anche data la notevole diffusione di velivoli ultraleggeri impiegati per coprire le notevoli distanze del continente americano.












