Secondo il calendario cinese il 17 febbraio 2026 è iniziato l’anno del Cavallo di Fuoco, che indica energia vitale, dinamismo e trasformazione. Non a caso Masi Agricola ha lanciato una nuova limited edition dell’Amarone Classico, il Costasera Lunar New Year of the Horse, annata 2020 (preceduta da tre edizioni limitate dedicate al Drago, al Serpente e al Coniglio).
I numeri
E di dinamismo e trasformazione Masi Agricola ha sicuramente bisogno visto che i consumi di vino continuano a scendere e pesano i dazi del 15% introdotti nel mercato Usa. Però il gruppo veronese ha già intrapreso una strategia di diversificazione caratterizzata da investimenti significativi nell’enoturismo e più in generale nella “wine experience”. Il 2025 si è chiuso con una flessione dei ricavi pari al 3,7% a 64,4 milioni (-1,9% a cambi costanti); in particolare in Italia il giro d’affari è sceso dell’1,3% a 20,9 milioni, negli altri Paesi europei del 6,9% a 19,2 milioni (il 2024 aveva beneficiato dei ricavi derivanti da una limited edition per un cliente svizzero), nelle Americhe del 2,8% a 21,9 milioni e nel resto del mondo del 5,7% a 2,4 milioni. Non considerando l’effetto una tantum in Svizzera e l’incidenza negativa dei cambi, la contrazione dei ricavi nel 2025 sarebbe stata dello 0,81%.
Il 29 maggio 2025 è stato inaugurato il nuovo polo produttivo-enoturistico-esperienziale Monteleone21, che include, oltre a un’enoteca e al ristorante-bistrot Locanda Costasera, anche un auditorium multimediale ed altri ambienti in cui è possibile svolgere eventi istituzionali, aziendali e privati. Inoltre a fine 2025 è stato aperto, in collaborazione con Lagardère Travel Retail, il Masi Wine Bar & Restaurant presso l’aeroporto “Valerio Catullo” di Verona. Queste iniziative, molto recenti, non incidono ancora significativamente sui risultati del gruppo – auspicabilmente lo faranno in futuro – ma fanno parte a pieno titolo della Masi Wine Experience.
Nel frattempo l’ebitda del gruppo è salito dell’8,9% a 6,6 milioni (+6,3% a 7,1 milioni); questo nonostante il costo del personale sia aumentato del 5% a 11,5 milioni per effetto dell’apertura del visitor center Monteleone21. I costi per servizi invece (inclusi anche quelli non ricorrenti legati nel 2024 all’assunzione dello status di società benefit e nel 2021 al visitor center Monteleone21) sono rimasti quasi invariati a circa 23,8 milioni. Ma il miglioramento dell’ebitda stato determinato da una contrazione dei costi di acquisto e produzione del venduto pari all’11,1% a 23,7 milioni (la vinificazione dell’Amarone 2025 è stata effettuata nell’esercizio di bilancio anziché nel successivo come di consueto, per effetto delle condizioni meteo nel periodo di vendemmia), nonché alla presenza di altri proventi passati da 1,2 a 2 milioni e da considerarsi in parte non ricorrenti (maggiori contributi Ocm per le imprese vitivinicole e risarcimenti per danni da grandine).
Indebitamento su livelli contenuti e con scadenze lunghe
Va da sé però che i significativi investimenti effettuati hanno inciso sul livello degli ammortamenti che sono infatti passati da 4,3 a 4,9 milioni; di conseguenza l’ebit è sceso del 6,3% a 1,67 milioni. Ma soprattutto il saldo negativo della gestione finanziaria è peggiorato da 2,2 a 2,9 milioni, anche per la presenza di perdite su cambi per 187.000 euro a fronte di proventi per 467.000 euro nel 2024 (oltre a proventi finanziari passati da 278.000 a soli 39.000 euro a seguito dello smobilizzo delle attività finanziarie avvenuto nel 2024). E così la perdita netta è balzata da 1,07 a 1,43 milioni (+33,7%). L’indebitamento finanziario netto (incluse le passività per leasing) è passato da 36,1 milioni a fine 2024 a 37,7 milioni al 31/12/2025; si tratta comunque di un livello del tutto fisiologico dato che il rapporto Debt/Equity è pari a 0,28 volte.












